Evasione fiscale: dalla tassa sul lusso alla cedolare secca, il flop delle nuove gabelle - Genova 24
Economia

Evasione fiscale: dalla tassa sul lusso alla cedolare secca, il flop delle nuove gabelle

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Nuove gabelle per combattere l’evasione fiscale e far pagare di più a chi ha di più. L’obiettivo? Aumentare gli incassi dell’erario. E le tasse sono state trovate: la cedolare secca sugli affitti e la tassa sul lusso (aerei, barche e auto). Ma i soldi purtroppo non sono mai arrivati; all’appello mancano infatti quasi 4 miliardi di euro.

La prima misura è stata la cedolare al 20% dovuta dai proprietari di immobili in affitto, introdotta dal governo Berlusconi nel marzo 2011, dopo lunghi dibattiti e confronti. L’incasso stimato per lo scorso anno era di 2,7 miliardi circa, ma il gettito è arrivato appena a 675 milioni.

Nel frattempo però l’erario aveva rinunciato alle entrate Irpef che i proprietari di immobili in affitto devono pagare, pari a 2,2 miliardi. A conti fatti lo scorso anno nelle casse dell’erario sono entrati 1,6 miliardi in meno rispetto a quanto avrebbe incassato con il vecchio sistema del pagamento Irpef.

E per quest’anno il quadro è anche peggiore: le previsioni fissavano le maggiori entrate a 3,8 miliardi di euro; invece, secondo le proiezioni fatte a luglio, le entrate saranno di 714 milioni. Con la vecchia e cara Irpef lo Stato avrebbe incassato circa 3 miliardi di euro, quindi attualmente all’appello mancano 2,2 miliardi. Lo Stato, a conti fatti, in due anni dovrebbe perdere 3,8 miliardi di gettito. Anche il successivo governo tecnico non ha avuto successo nella ricerca di nuovi tributi, in grado di sollevare le sorti delle dissestate casse statali. Ha introdotto la criticata tassa sul lusso, con il decreto salva Italia approvato alla fine dello scorso anno.

L’incasso complessivo stimato per quest’anno era di 387 milioni di cui: 147 milioni provenienti dal superbollo auto, 155 milioni dal tributo di stazionamento delle imbarcazioni e 85 milioni di imposta sugli aerei. Secondo i dati provvisori dell’Agenzia delle entrate, dal tributo sulle auto sono stati incassati 66 milioni, ma c’è ancora la possibilità di recuperare la parte mancante, perchè il versamento avviene con il pagamento del bollo e quindi è distribuito su tutto l’anno. Per le barche, invece, i giochi si sono chiusi a fine maggio e gli incassi si sono fermati a 24 milioni.

Infine il bottino più magro riguarda gli aerei, con poco meno di due milioni di entrate; l’erario spera di poter recuperare in parte il gettito stimato, attraverso i controlli che saranno effettuali. Il totale degli incassi, nei primi sette mesi dell’anno, è fermo a 92 milioni e l’erario dovrà darsi molto da fare per raggiungere l’obiettivo, che difficilmente potrà essere centrato.