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Esclusiva Ge24.it: Oltre agli anarchici indagati anche 11 operai Fincantieri per gli scontri davanti alla Prefettura

Genova. Non sono affatto solo anarchici gli indagati dalla Procura di Genova per gli scontri di maggio 2011 davanti alla Prefettura di Genova al termine di un corteo contro la chiusura dello stabilimento Fincantieri. Alla sbarra, infatti, potrebbero finire anche 6 dipendenti diretti dello stabilimento Fincantieri di Sestri ponente e 5 lavoratori degli appalti.

Un cambio di passo, senza dubbio, da parte del procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico, che in questi mesi ha dato la priorità assoluta proprio ai processi a carico dell’area antagonista genovese. Fino ad ora, infatti, per manifestazioni e scontri di piazza, a parte il processo che ha visto imputati anche alcuni dirigenti della Fiom genovese per la forzatura di una sbarra all’ingresso proprio dello stabilimento di Sestri (poi tutti assolti), gli operai erano stati risparmiati.

Un cambio di passo significativo in un momento storico in cui la crisi economica, che sta falcidiando l’assetto produttivo e industriale di questa città, rischia di far alzare il livello di tensione sociale, soprattutto in occasione di presidi e manifestazioni di piazza.

I fatti, per i quali non è ancora stata fissata l’udienza preliminare, si riferiscono al maggio 2011, quando di fronte all’ipotesi della possibile chiusura dello stabilimento di Sestri, gli operai scesero in piazza per dar vita a un corteo che si concluse davanti alla Prefettura. Lì ci furono momenti di tensione, con cassonetti spinti contro il cordone di polizia e cariche della stessa per respingere gli operai.

Negli scontri – si legge negli atti di conclusione indagine che la Procura sta inviando ai 18 indagati – 10 poliziotti rimasero feriti, con prognosi tra i 7 e i 25 giorni, ma come si può notare dalle immagini anche diversi lavoratori presero manganellate in testa. Ai 18 la Procura contesta a vario titolo i reati di resistenza aggravata e lesioni aggravate.

Il riconoscimento degli indagati è stato fatto dalla Digos di Genova. Nel caso degli operai Fincantieri, anche grazie all’aiuto del responsabile del personale dell’azienda.

I sindacati per il momento preferiscono non commentare. “Non ne sapevo niente – dice Bruno Manganaro della Fiom – e prima di fare qualunque commento devo leggere gli atti e parlare con i legali del sindacato”.