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Calcio, quel gol nel derby… E adesso giù negli inferi della Prima categoria

Genova. Come tutti i numeri 10 – quelli veri, non quelli del calcio moderno dove anche un terzino gioca col 10 – ha piedi liftati, grande visione di gioco e temperamento. Ma Vincenzo D’Isanto e’ un fantasista classico, quindi tutto genio e sregolatezza. Insomma, uno di quei giocatori che può infiammare una tifoseria ma magari arrabbiare l’allenatore perché corre quel metro in meno di un compagno, anche se poi ti mette la sfera dove lui.

Calcio moderno: grinta, corsa, tattica. Poca fantasia, meno numeri dieci alla D’Isanto in squadra. Così la sua carriera scivola. Si, scivola dal calcio che conta ai campetti di periferia. L’apice il 15 novembre 2002: derby di serie B fra Sampdoria e Genoa. Bazzana e Flachi lanciano i blucerchiati sul 2-0, proprio D’Isanto dimezza lo svantaggio per i rossoblù.

Oggi, il punto più basso: lo stesso fantasista e’ un giocatore dei Liberi Sestresi. Con tutto il rispetto dei Liberi Sestresi, ma e’ pur sempre una squadra di Prima categoria. Di quelle che, ogni tanto, al giovedì fanno da sparring partner in amichevole a quel Genoa, che e’ stato di D’Isanto.

Fra Genoa e Liberi Sestresi, tanto professionismo: Viterbese in C1, Pistoiese in C1, Ternana in B, Grosseto in C1, Salernitana in C1, Sorrento in C1, Benevento in C1. Insomma, un calciatore vero. Poi, la discesa in serie D con Lavagnese e Borgorosso Arenzano; quindi l’Eccellenza con Bogliasco e Campomorone. Adesso, la discesa negli inferi della Prima categoria. A soli 31 anni. Ma ancora con tanta voglia di regalare sprazzi di classe. Se c’è la passione, lo stadio Marassi o in campetto di periferia, evidentemente non fanno differenza.