Amt, tassa di scopo e sistema tariffario: le proposte partono dal cuore del centro storico - Genova 24
Economia

Amt, tassa di scopo e sistema tariffario: le proposte partono dal cuore del centro storico

autobus amt

Genova. Risolvere il nodo del sistema tariffario e inserire una tassa di scopo. Queste sono le proposte che partono dal Circolo Prc del centro storico. “La questione Amt non può essere affrontata con l’idea della riprivatizzazione dell’azienda. L’esperienza precedente è risultata fallimentare lasciando un buco di bilancio, inoltre la riprivatizzazione è in contrasto con l’applicazione del risultato referendario su acqua e beni comuni”, spiega il circolo.

“L’importanza del trasporto pubblico a Genova è sotto gli occhi di tutti. La conformazione della città, con le sue colline e le sue valli interne comporta l’afflusso verso il centro di una quantità di mezzi privati che non è sostenibile a livello ambientale. Inoltre il servizio di trasporto pubblico in tempi di crisi rappresenta l’unica possibilità concreta di movimento per le fasce più deboli socialmente (anziani, studenti, persone a basso reddito, disoccupati) – si legge ancora nella nota – Avere quindi un servizio di trasporto pubblico, efficiente e accessibile a tutti ha una ricaduta sociale fortissima su tutta la comunità”.

Secondo Prc, la questione del buco di esercizio può essere affrontata con una tassa di scopo apposita. “Questa tassa è prevista per opere pubbliche concernenti il sistema di trasporto. Occorre quindi introdurre questa tassa saldandola all’IMU soltanto per i multiproprietari e trasferire le risorse ricavate all’interno del bilancio aziendale”.

Occorre però affrontare anche il nodo del sistema tariffario. “Attualmente il costo dell’abbonamento mensile arriva a 43 euro. L’intero apporto delle tariffe e delle relative multe arriva ad un totale di 62 milioni di euro l’anno. Questa cifra potrebbe essere coperta da una tariffa apposita spalmata su tutti i contribuenti genovesi. Con il sistema delle fasce di reddito ogni contribuente genovese pagherebbe mensilmente una cifra che potremmo per esempio suddividere in tre categorie”.
Per esemplificare, ecco un esempio. “Una esenzione completa fino a 15 mila euro annui di reddito, un contributo di 15 euro al mese fino ai 26 mila euro di reddito, e un contributo di 20 euro al mese per chi ha redditi superiori. Queste cifre coprirebbero l’intero importo delle tariffe. L’abolizione del biglietto e degli abbonamenti è una esperienza già prodotta in altre città italiane (recentemente Massa, ma in passato anche Bologna) e comunemente adottata in grandi città all’estero”.

“In questo modo il servizio sarebbe a carico di tutti i contribuenti, tutti pagherebbero meno e verrebbero favoriti i redditi più bassi. L’AMT è un bene comune e il suo buon funzionamento è un elemento fondamentale per tutta la città. Attraverso questo sistema tutti i cittadini investirebbero su AMT e di conseguenza l’azienda si trasformerebbe in bene comune. Come tale la sua gestione concreta dovrebbe essere condivisa in comune dalle istituzioni, dai lavoratori ma anche dai cittadini”, conclude il circolo del centro storico.