Abbandono scolastico, parte "Alcotra". Rossetti: "Più orientamento e far capire che non esistono scuole di serie B" - Genova 24
Politica

Abbandono scolastico, parte “Alcotra”. Rossetti: “Più orientamento e far capire che non esistono scuole di serie B”

Pippo Rossetti

Liguria. Il dato nazionale parla di circa il 19%, in Liguria l’abbandono scolastico si ferma nove punti sotto, al 10. Un buon risultato, ma si può fare di più, perché chi decide di abbandonare i banchi anzitempo costituisce un piccolo esercito di ben 5000 giovani, sparsi in tutta la Liguria. Proprio per questo oggi é stato presentato a Genova il progetto “Alcotra”, che vede la collaborazione della Regione e di numerose scuole divise tra la Liguria e la Francia.

“L’abbandono é un fenomeno importante e grave – spiega l’assessore regionale Pippo Rossetti – parliamo di circa un 10% di ragazzi che non frequentano una scuola o un percorso di formazione. Sotto questo profilo la Regione da tempo cerca strumenti adatti per ridurre l’abbandono: Alcotra permetterà che il diploma di maturità venga riconosciuto in Francia e viceversa. Specialmente nel turismo è importante perchè senza conoscere il francese o l’inglese non si può lavorare”.

“Questo progetto transnazionale è molto importante – dice Marco Razzi, consulente per Liguria Ricerche sul progetto – anche se la Liguria è già molto attenta sul tema. I giovani abbandonano la scuola perchè faticano ad adattarsi, oppure perchè la famiglia li costringe a scelte non adatte a loro o anche perchè è la scuola stessa ad allontanarli. Dobbiamo lavorare affinchè questo non accada”.

Ma le iniziative non si fermano qui: “Siamo nel numero delle regioni – continua Rossetti – che hanno offerto corsi triennali di formazione professionale in obbligo scolastico e abbiamo un piano giovani per lavorare molto sull’orientamento. Si pensi che un giovane su tre finisce alle scuole professionali dopo un anno perso perchè non c’è stata una buona azione di orientamento”.

“L’importante – conclude l’assessore – è capire che non ci sono scuole di serie A o di B e che il lavoro che si fa non incide sulla propria dignità. Diventare un piccolo artigiano vale forse più di tante lauree che si traducono in un pezzo di carta”.