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Videopoker, legge regionale e decreto del Governo: in Liguria niente slot entro 300 metri dalle scuole

Genova. Il problema del gioco d’azzardo torna d’attualità dopo la riunione del consiglio dei Ministri di ieri. Nelle scorse ore, infatti, il Governo avrebbe deciso un giro di vite per quanto riguarda i videopoker. Secondo il nuovo decreto in via di approvazione le slot “non possono essere installati all’interno, ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in campo sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto”.

Una decisione che a Genova arriva dopo lunghi mesi di polemiche: in più zone della città le sale da gioco sono state additate dai residenti come dannose e portatrici di criminalità e non si contano più le raccolte di firme per vietarne l’apertura. Alcune settimane fa, poi, anche l’Arci genovese aveva scelto di bandirle dai locali affiliati. “Il gioco d’azzardo – aveva spiegato l’associazione – contribuisce all’aumento di furti con scasso all’interno dei locali stessi, senza contare l’impoverimento culturale e la mancanza di socializzazione che ne consegue”.

La Liguria, però, era arrivata prima: la nostra regione, prima in Italia, aveva infatti già approvato lo scorso aprile una legge che dà ai Comuni la possibilità di ridurre
l’apertura di sale da gioco. In questo caso, però, la Regione aveva stabilito il limite di vicinanza dai “luoghi sensibili” in 300 metri.

Ma non è tutto. La legge regionale si è occupata anche di pubblicità: vietata quella di sale da gioco e simili. Novità anche per i “malati” del gioco: il decreto del ministro della Sanità Balduzzi provvederà ad aggiornare i livelli essenziali di assistenza con riferimento proprio alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, mentre sarà dato il potere ai prefetti di disporre l’impignorabilità dei beni di soggetti dichiarati “giocatori patologici”.