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Una tonnellata di cannabis scoperta nell’Albenganese: coltivazione “industriale” gestita da una coppia foto

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Regione. Quasi mille piante per un totale di oltre una tonnellata di cannabis. Sono questi i numeri dell’operazione antidroga condotta dal Comando Stazione Carabinieri di Villanova d’Albenga che ha portato alla scoperta di un’enorme piantagione di canapa ed all’arresto di una coppia, P.B. lei, G.S. lui, che le coltivavano.

L’attività d’indagine per smascherarli è stata intensa ed ha permesso di scoprire che la coppia aveva allestito la piantagione nei terreni vicino l’abitazione della mamma ottantenne della donna. L’anziana, che nascondeva a dua passi dalla sua abitazione un orto coltivato a cannabis, è stata denunciata a piede libero.

“L’approfondimento delle indagini e una serie di servizi svolti per risalire ai ‘coltivatori’ – spiega il maggiore Samuele Sighinolfi – e individuare la piantagione ha permesso ai carabinieri di circoscrivere i luoghi di ricerca. Dopo ripetuti tentativi è stata trovata un abitazione di un’anziana 80enne che nascondeva un grosso orto coltivato a cannabis. E’ stato chiesto il supporto dell’elicottero del 15° Nec di Villanova d’Albenga e del Nucleo Carabinieri Cinofili con i cani antidroga, che hanno permesso di ampliare la zona di ricerca e individuare un’intera fascia sempre di proprietà dell’ottantenne, tutta coltivata a cannabis. La coltivazione era gestita dalla figlia dell’ottantenne e dal suo convivente”.

Il quantitativo di stupefacente sequestrati è ingentissimo: 970 piante per un peso di 1.265 kg, delle quali in parte già in fioritura e con principio attivo maggiore. Dalla perquisizione è inoltre emersa la cura certosina che i “coltivatori” adottavano per preservare e migliorare la qualità delle piante.

“Oltre infatti ad un impianto di irrigazione di pregevole fattezza, i due si erano premurati di applicare con regolarità concimi e antiparassitari nonché di suddividere per qualità la produzione, evidentemente basata sulla tipologia di semenza usata. Vi era anche una serra per far crescere le piante più piccole” racconta il maggiore Sighinolfi.

Questo sequestro, uno dei più grossi mai fatti in Liguria e segue di pochi giorni quello già operato dallo stesso comando che, raccogliendo le confidenze della gente comune, aveva recuperato e sequestrato altri 130 chili di droga coltivati da un artigiano villanovese.

Il controvalore della tonnellata di canapa indiana corrisponde ad una cifra da capogiro: 3 milioni di euro. Spiega il maggiore Samuele Sighinolfi, comandante della Compagnia dell’Arma di Alassio: “La produzione avrebbe permesso alla coppia di ottenere guadagni ingenti. Basti considerare che questo tipo di sostanza viene venduta all’ingresso a 3 mila euro al chilo, mentre al dettaglio a 5 o 9 euro al grammo”.