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Un tesoro in fondo al mare: nave romana intatta ritrovata nel Mar Ligure

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Varazze. Giornata importante per il mondo archeologico ligure ed italiano e nuova scoperta subaquea di inestimabile valore. Dopo il Transylvania, relitto individuato a 630 metri di profondità al largo dell’isola di Bergeggi, i militari del Centro Carabinieri Subacquei liguri, infatti, si sono imbattuti in un sensazionale reperto: una nave romana risalente al I secolo d.C. nel mare davanti a Varazze.

A raccontare i dettagli dell’operazione è il Tenente colonello Francesco Schilardi, comandante centro carabinieri subacquei: “Sono due ritrovamenti storici di grande importanza. Il primo ci riportava all’epoca del grande conflitto mondiale e questo invece ci porta molto più indietro, ai traffici romani dell’età imperiale, quando Roma commerciava con tutti i paesi del Mediterraneo e il Mar Ligure era il crocevia di questi traffici. Il relitto che è stato trovato è di una nave romana oneraria contenente generi alimentari”.

“Il cibo era contenuto all’interno di anfore di tipo ‘dressel’, ovvero quelle allungate che abbiamo già trovato nei fondali del nostro territorio. Contenevano pesce in salamoia, vino, olio ed altri alimenti che venivano scambiati con altri dalla Spagna” precisa Schilardi. Sulle modalità con cui è avvenuto il ritrovamento il comandante racconta: “Come spesso accade è successo grazie a preziose indicazioni dei pescatori. Già dagli anni ’30 alcuni di loro avevano incocciato con le loro reti dei resti di anfore che noi abbiamo analizzato e studiato, ritendendo che provenissero da un relitto di epoca romana. Successivi studi di fondali e l’utilizzo del nostro sistema filoguidato, ‘Pluto’, ci ha portato all’individuazione dell’esatta posizione della nave, nonostante fosse quasi interamente ricoperto dal fango”.

“Abbiamo chiesto all’autorità marittima l’interdizione dell’area per tutelare il relitto ed evitare che sub non autorizzati possano andarci. A quella profondità comunque i subacquei non dovrebbero immergersi senza l’aiuto di strumenti tecnici” aggiunge il comandante Schilardi che sulla possibilità di recuperarlo conclude: “Dipenderà dall’interesse dell’autorità competenti. Noi riteniamo che sia conservato quasi interamente e quindi sia praticamente intatto con il suo carico. Ora bisognerà vedere se ci sarà la volontà di investire in un progetto di recupero”.