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Ultimo giorno di presidi contro il Terzo Valico: la Valpolcevera non molla, tutti uniti contro gli espropri

Genova. E’ arrivato l’ultimo giorno di presidi dei No Tav Terzo Valico. Nonostante le rassicurazioni di alcuni sindaci locali, secondo cui gli espropri sarebbero stati sospesi, i manifestanti hanno comunque preferito mantenere i presidi, “In quanto fidarsi è bene non fidarsi è meglio”, dicono.

“Soprattutto sono stati gli abitanti a richiederci di presidiare, a testimoniare come ci sia sempre una maggiore connessione tra il movimento No Tav Terzo Valico e le popolazioni espropriate. Connessione con tutto il movimento, dove non ci sono buoni e cattivi, dove tutte le pratiche ed i percorsi hanno pari dignità, per questo testimoniamo la massima solidarietà e vicinanza ai compagni della Casa Occupata di Via dei Giustiniani che martedì sono stati sgomberati dalla loro casa, da un luogo che era abbandonato all’incuria ed era diventato un centro di cultura e aggregazione sociale”, proseguono.

Quell’aggregazione che si è concretizzata mercoledì sera quando un corteo pacifico e improvvisato di circa 200 persone, si è presentato fuori dal Comune di Ceranesi, passando per le via di Campomorone, dove da lì a poco si sarebbe tenuto un incontro tra il Cociv e le persone sotto esproprio della zona.

“La solidarietà e il calore degli abitanti è stata a dir poco commovente: siamo testimoni del nascere di una grande coscienza collettiva che sta portando sempre più persone a rendersi conto di quanto sia importante scendere in piazza a manifestare le proprie idee e a difendere i propri diritti – spiegano ancora – Ci teniamo a sottolineare come il corteo di ieri sera e tutti i presidi finora svolti abbiano sempre visto a braccetto bambini, ragazzi, genitori, persone anziane, centri sociali, tutti uniti da un unico obiettivo, da un’unica causa, ma con tanta voglia di confrontarsi e di conoscersi”.

Intanto, dopo le prime lettere del Cociv, il consorzio delegato per la realizzazione del Terzo valico, e le proteste per le valutazioni dei terreni che saranno espropriati per fare spazio ai cantieri, il Comune di Genova si schiera al fianco dei cittadini con una struttura che permetterà una valutazione corretta delle aree da liberare. Le prime lettere fornivano cifre molto basse (inferiori ad 1 euro per metro quadro) che, spiega il vicesindaco Bernini, a margine della riunione di Giunta, sono frutto di un difetto di comunicazione.

“Ai cittadini è arrivata la comunicazione che attiva il percorso di esproprio e, quindi, inserisce una valutazione provvisoria – spiega Bernini – con gli uffici del Comune abbiamo attivato un sistema di sostegno per la valutazione dei terreni ma è chiaro che il terreno agricolo ha un valore commerciale maggiore alle valutazioni indicate su quella lettera e Cociv è tenuto, per legge, a pagare il valore commerciale. Cociv ha capito che questo comportamento, che doveva essere una formalità, ha ingenerato forti preoccupazioni e si è reso disponibile a seguire, assieme al Comune, tutto il percorso di valorizzazione dei terreni”.