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Turismo nautico, Ucina contro la Gdf: “Siamo in uno stato di polizia del mare che fa danni incalcolabili al settore”

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strong>Genova. Una nota molto dura, quella diffusa ieri sera da Ucina Confindustria Nautica contro la Guardia di Finanza, che nei giorni scorsi avrebbe multato in Sardegna un diportista residente all’estero per il mancato pagamento della tassa di possesso sulle imbarcazioni.

Il presidente, Anton Francesco Albertoni, ha dichiarato che il comportamento delle Fiamme Gialle è stato “approssimativo”, che il diportista era in regola e che “siamo in uno Stato di polizia del mare, capace di fare danni incalcolabili al turismo nautico”. “La filiera della nautica non può permettersi anche lo scriteriato pressappochismo degli apparati di polizia – scrive Albertoni – capace di comportare danni incalcolabili al turismo nautico e alle casse dell’erario e dare il colpo di grazia” a un comparto fra i trenta settori manifatturieri.

Secondo Albertoni, quello delle Fiamme Gialle è stato “l’ennesimo ingiustificato exploit”, perché secondo il presidente di Ucina non si tratterebbe di un caso isolato. Il verbale “inflitto” al diportista estero sarebbe ingiustificato perché – afferma – la tassa di possesso delle imbarcazioni “sia secondo la norma di legge, sia secondo la Circolare 16E dell’Agenzia delle Entrate, va applicata ai soli cittadini italiani, in qualunque parte del mondo tengano la barca, ma non agli stranieri che stanno in Italia”.