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Trasporto, FuoriMuro diventa Impresa Ferroviaria, Merlo: “Ottimo risultato in attesa del terzo valico”

Genova. Potrà effettuare servizi di trasporto e navettamento ferroviario anche fuori del porto: la società FuoriMuro, incaricata dall’Autorità Portuale del servizio di manovra ferroviaria all’interno del porto di Genova, ha infatti ottenuto dall’Agenzia nazionale per la Sicurezza Ferroviaria la certificazione di sicurezza che la qualifica come Impresa Ferroviaria.

Si tratta di un altro importante tassello che si aggiunge alle attività svolte all’interno dello scalo genovese, in ripresa con una media mensile di circa 11.000 carri movimentati, e che permetterà all’impresa di crescere portando merci anche fuori dallo scalo.

Grande soddisfazione per il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo “il risultato è importante per molti aspetti – ha dichiarato – Il primo è il consolidamento di una realtà nata di recente che sta vincendo una scommessa importante in termini di investimenti e di tutela occupazionale. Il secondo riguarda il rilancio della modalità ferroviaria del porto di Genova che sta crescendo e che si rafforza nella relazione con le diverse realtà retroportuali del nord Italia”.

“Lavoreremo al meglio per soddisfare le forti attese del mercato – ha commentato Guido Porta, presidente di FuoriMuro – consci che è la prima volta che un servizio di manovra in Porto viene integrato con un servizio di trazione”.

“Credo che la possibilità di arricchire l’offerta avrà un impatto positivo sia sulle tariffe complessive che sull’incremento del trasporto ferroviario, che rimane uno degli obbiettivi primari del porto di Genova in attesa della fondamentale realizzazione del terzo valico” ha aggiunto Merlo.

Importante, per l’avvio della nuova attività, il rafforzamento patrimoniale dello scorso marzo che aveva portato a un milione di euro il capitale sociale di FuoriMuro, con l’ingresso del Gruppo Spinelli tra gli azionisti con una quota del 30% (gli altri sono Rivalta Terminal Europa 30%, InRail 15%, Tenor 15% e Compagnia Portuale Pietro Chiesa 10%) e che aveva permesso l’acquisto di due locomotori.