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Terzo Valico, i presidi anti espropri non si fermano. Paita: “Daremo risposte a ogni problema, ma opera irrinunciabile”

Genova. Le denunce non fermano i presidi genovesi contro il Terzo Valico, né, d’altra parte, i presidi fermano la volontà politica di portare a compimento l’opera. A settimana conclusa, gli aderenti al movimento No Tav No Terzo Valico genovese sono pronti a ricominciare un’altra tornata di assemblee e presidi anti espropri su tutto il territorio, da Ceranesi a Fegino, passando per Isoverde, nonostante le quaranta denunce recapitate agli occupanti della provinciale 7 a Ronco Scrivia, che seguono le altre quaranta per le manifestazioni precedenti a Trasta.

La mobilitazione, oggi, è continuata in via Ospedale Gallino e via Pieve di Cadore a Pontedecimo, per ribadire ancora una volta la contrarietà “a queste opere e al modello di sviluppo che rappresentano”.

Stasera è invece prevista un’assemblea pubblica a Isoverde per impedire gli espropri, “un sopruso perpetrato per un’opera utile solo a chi la costruisce e dannosa per tutti”. “Come si può leggere sulle lettere di esproprio – si legge sul volantino – se i tecnici entrano sul terreno in questione nel giorno indicato a fronte di rimborsi irrisori il Cociv ne entra in possesso, anche se l’attuale proprietario per il momento può continuare ad usufruirne”.

Intanto, però, ier,i si è tenuta una prima riunione consultoria convocata dal Prefetto. Oggi l’assessore regionale alle Infrastrutture ha ribadito la linea: “Noi riteniamo che il Terzo Valico sia un’opera talmente importante che non è possibile rinunciarci – ha detto Raffaella Paita, a margine della presentazione del nuovo portale web sulle infrastrutture – Quello che si è determinato in termini di dissenso e scarsa collaborazione va recuperato tramite un’azione forte delle istituzioni”, perché proprio loro ora “hanno l’onere di costruire e ripristinare un rapporto fiduciario tra chi realizza l’opera e i cittadini”.

In questo senso secondo Paita “abbiamo cercato di fare moltissimo, ad esempio abbiamo ottenuto dal Cociv la disposnibilità a cambiare i programmi su villa Sanguineti, per cui oggi la scuola, presidio sociale ed educativo, può dirsi salva”.

“Lavoreremo per limare e dare risposte positive ad ogni problema – ha ribadito Paita – nella consapevolezza, però, che non ci si può fermare, che l’Europa non può rinunciare al Terzo Valico e che sarebbe drammatico buttare via un’occasione che non va sprecata”.

Da lunedì, sul territorio oggetto di espropri, ricominciano i presidi: lunedì e martedì a Fegino (Via dei Molinussi, Salita Cà dei Trenta e Via Inferiore Rocca dei Corvi. Martedì anche a Ceranesi (Via Bartolomeo Parodi) e mercoledì a Isoverde (Via Rebora).