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Terminati i presidi contro gli espropri per il Terzo Valico, i No Tav: “La gente sa da che parte stare”

Genova. Si sono conclusi ieri sera allo scoccare della mezzanotte i presidi contro gli espropri per la realizzazione del Terzo Valico ferroviario. Ultima tappa dei no tav è stato il Comune di Campomorone, dove i tecnici del Cociv non si sono fatti vedere.

Gli unici tentativi di esproprio si sono verificati a Trasta il 31 luglio e il 3 agosto a Borgo Fornari, bloccati dal muro umano (assolutamente pacifico) formato dei presidianti.
Da Fegino a Ceranesi, da Trasta a Pontedecimo, sono state due settimane intense per i No Tav, in presidio permanente dall’alba a tarda notte: “Due settimane che hanno riportato indietro nel tempo, riscoprendo la voglia di stare insieme e di condivisione che diventano anche momento di elaborazione politica e non solo” dicono in una nota. 

“In questo strano agosto – dicono – in cui non si pensa ad andare in ferie, ma ai presidi, le persone che hanno aperto i cancelli dei loro giardini o le porte delle loro case, offrendo un pasto od una cena ai presidianti, hanno compiuto un gesto veramente emozionante, non solo materialmente, in quanto hanno compreso che ciò che si stava facendo li, tutti insieme, era per il bene della nostra comunità, a difesa della nostra terra contro un’opera inutile e dannosa”. 
“Per il futuro aggiungono i no tav – bisogna cercare di non disperdere questo prezioso patrimonio di relazioni umane che si sta creando, cercando di rilanciare e saldare i rapporti sul territorio”.

“Forse qualcuno – concludono – non potrà prendersi il lusso di essere a favore o contro il terzo valico, ma la popolazione sembra proprio di si, tutta insieme”.