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Spending review, la Uil a Montaldo: “Così si rischia il collasso del sistema sanitario”

Genova. Dopo la riunione che si è svolta ieri in Regione tra l’assessore regionale Claudio Montaldo e i direttori delle Asl liguri per definire i tagli imposti dalla spending review sulla sanità, arrivano le prime reazioni nel segno della preocuccazione per il futuro del sistema sanitario della nostra regione.

“Certamente – spiega il segretario confederale Uil si tratta di applicare la legge nazionale appena approvata che riparametra i posti letto al 3,7 per mille abitanti che porta al taglio di 800 posti letto in liguria . Questo significa la chiusura di ospedali interi, ma nella disposizione regionale questo avviene senza garantire le misure alternative che avrebbero potuto diminuire il fabbisogno di ricoveri e gli accessi al pronto soccorso. Il blocco della costruzione delle Case della Salute che avrebbero dovuto moltiplicare l’offerta territoriale di servizi per intercettare i bisogni sanitari prima di farli diventare acuti ed il mancato coinvolgimento dei Medici di Base in percorsi di emergenza, uniti alle misure adottate rischiano di far collassare il sistema sanitario.

“In particolare – dice Trotta – il blocco o la riduzione delle attività operatorie causa solo danni e non risparmi. I costi di gestione della struttura rimangono invariati e si risparmia su protesi e lenti per interventi di cataratta. Certo, è vero che non si muore direttamente per una cataratta ma nei mesi che il cittadino dovrebbe attendere senza vista, aumentano i rischi di incidenti e si riduce il margine di vitalità ed autonomia della persona. Per gli anziani è un rischio che non ci si può permettere”.

“Oltretutto – aggiunge il segretario della Uil – c’e’ la via di fuga verso altre regioni, aumentando e favorendo il turismo sanitario e facendo balzare il debito sanitario nei confronti delle regioni limitrofe. Forse l’assessorato conta proprio sulla dilazione della compensazione economica tra regioni che avviene sempre con ritardo di qualche anno. Ma non tutti si possono permettere di evadere dalla Liguria per farsi curare”.

“Nel frattempo, l’agenzia sanitaria regionale prospera e spende, la programmazione dei tagli dovranno farla i Direttori Generali senza neanche sentire la Conferenza dei sindaci del territorio di competenza e l’Assessore non sente neppure il sindacato prima di tagliare i servizi sanitari così drasticamente: si eliminano inutili fastidi” lamenta Trotta che aggiunge; “La democrazia e la concertazione non sono perdite di tempo.La Regione a non vada in vacanza e ridiscuta tutte le misure da adottare per realizzare effettivi risparmi, iniziando dalla mancata completa applicazione della delibera regionale sulla riduzione delle unità operative complesse delle aziende sanitarie”.

Per la Uil i risparmi devono partire dall’ars: “E’ necessario pensare una seria riorganizzazione e semplificazione della macchina burocratica sanitaria e dei livelli di reponsabilità, iniziando proprio dall’agenzia sanitaria regionale. Questo costerebbe meno sacrifici sulla salute dei cittadini”.