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Ritrovamento della quindicenne Francesca Arkel, gli inquirenti: “Ora la ragazza ha bisogno di tranquillità”

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Cairo Montenotte. E’ rimasta praticamente chiusa per tre settimane tra quattro mura, Francesca Arkel, all’interno di un’abitazione di Cairo Montenotte di proprietà di un famigliare. Troppo il clamore mediatico scoppiato attorno alla sua vicenda e troppa la paura di essere ritrovata e di dover tornare in comunità.
Non che la vita all’interno della struttura di Varazze “Capo Horn” fosse in qualche modo dura: Francesca, però, a giugno aveva assaporato la prospettiva di lasciarla, e per di più insieme al padre che avrebbe dovuto prendersene cura e regalarle, finalmente, una vita normale. Ma proprio in quel momento, il destino le ha inferto un brutto colpo, con la morte del papà per una grave malattia. Di qui il panico, la sensazione di un futuro nuovamente incerto, e la decisione di scappare.

E’ questo, secondo gli inquirenti, il quadro che spiegherebbe la fuga della quindicenne che, per quasi un mese, ha fatto perdere le tracce di sé. Un quadro confermato anche da una frase contenuta all’interno della lettera recapitata qualche giorno fa ai carabinieri e che è stata scritta proprio da Francesca: “Dovevo uscire con lui, mentre ora dovrò uscire da sola da questo casino”, è il riferimento diretto al papà e ad una situazione che la ragazzina non si è sentita di affrontare in altro modo che con la fuga.

La quindicenne, però, non è scappata lontano: ha trovato ospitalità a Cairo Montenotte, da alcuni famigliari (in particolare due, che ora rischiano di essere indagati per sottrazione di minore consenziente)., come fanno sapere i carabinieri. “Il clamore mediatico non ha giovato alle indagini – ha sottolineato il comandante della Compagnia dei carabinieri di SAavona, Orlando Pilutti – Da subito abbiamo optato per l’ipotesi dell’allontanamento volontario, pensando che la giovane avesse trovato rifugio da qualche amico o conoscente. E’ per questo che abbiamo monitorato una serie di contesti e di persone alle quali la ragazza avrebbe potuto chiedere aiuto. La diffusione quasi immediata della notizia, però, ci ha portato a dover verificare anche le tantissime segnalazioni che ci sono arrivate da tutta Italia: c’era chi pensava di averla vista in una discoteca pugliese, chi su un traghetto per Lampedusa, chi a Bolzano, chi a Genova. Tutte indicazioni da verificare e che ci hanno impegnato su moltissimi fronti”.

Poi, ieri pomeriggio, l’incontro con vari famigliari e amici e una chiacchierata molto lunga con i carabinieri che, alla fine, supportati da vari elementi e prove, sono riusciti a farsi dire dove fosse Francesca. Al loro arrivo nell’abitazione cairese, la quindicenne è scoppiata in un pianto liberatorio, per poi seguire i militari dell’Arma, ai quali la giovane è apparsa subito in buone condizioni di salute. Nei prossimi giorni si deciderà a quale struttura affidarla, nella speranza che riesca a essere più serena e a riacquistare speranza nel futuro. “Adesso, però, è ora che i riflettori calino su una ragazza che deve pensare solo a sé e alla propria vita”, tengono a sottolineare i carabinieri.