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Piaggio, il progetto in conferenza dei servizi: presenti anche le Rsu dello stabilimento genovese foto

Genova. Arriva in conferenza dei servizi la questione del trasferimento dello stabilimento finalese di Piaggio a Villanova d’Albenga. Si è infatti tenuto oggi presso la sede della Regione Liguria l’incontro per esaminare l’ultima versione del progetto di trasformazione delle aree finalesi, depositata con le modifiche apportate dalla Finalmare, la società titolare dell’imponente operazione edilizia.

Presenti, con l’assessore e vicepresidente regionale Marylin Fusco, il direttore generale di Piaggio Aero, Eligio Trombetta, il costruttore Giancarlo Ponchia, per il Comune finalese il sindaco Flaminio Richeri e l’assessore Umberto Luzi, per la Provincia l’assessore Santiago Vacca e il presidente della Camera di Commercio savonese Luciano Pasquale.

Le modifiche architettoniche al progetto presentano due aspetti rilevanti: i due grossi palazzi circolari, bocciati dalla Sovrintendenza per l’impatto paesaggistico, diventa un unico complesso squadrettato; il vecchio tracciato dell’Aurelia rimane e diventa pedonale, quindi vi saranno due corridoi praticabili a piedi che permetteranno di collegare le sponde del Pora, ossia la nuova passeggiata e l’antica via romana.

Sul versante delle altezze, uno degli aspetti maggiormente contestati dai detrattori del progetto e dagli ambientalisti, i nuovi elaborati prevedono edifici al massimo di 23 metri e mezzo (un lieve abbattimento rispetto ai 24 metri e mezzo contemplati precedentemente).

Presenti, poi, anche le rappresentanze sindacali dello stabilimento genovese dell’azienda. Il sito di Sestri Ponente, infatti, rimane interessato dai piani di riassetto dell’azienda e, nonostante non vi sia ancora nulla di certo, pare destinato alla chiusura.

Il prossimo 19 settembre si svolgerà l’ulteriore vertice per verificare l’assenso degli enti interessati. Il passaggio è cruciale, considerata anche l’impazienza dell’azienda aeronautica, già avanti nei lavori del cantiere di Villanova d’Albenga. Il trasloco nel nuovo compendio ingauno, però, dovrebbe a questo punto slittare di poco. La conferenza odierna, in ogni caso, ha raccolto la soddisfazione degli intervenuti.

“Per quanto riguarda Ferrovie occorre ancora mettere a posto alcuni aspetti progettuali, dalla messa in sicurezza del torrente Pora alle bonifiche ambientali. Per ora questi aspetti sono stati affrontati in modo preliminare, proprio in attesa dell’odierna conferenza dei servizi. Abbiamo cercato di adeguarci il più possibile alle prescrizioni” precisa Ponchia.

Così l’ingegner Trombetta: “Guardiamo con occhio positivo questo passo. Sicuramente si determina una condivisione di tutti i soggetti che hanno voce in capitolo sulla trasformazione delle aree di Finale. Speriamo che il 19 di settembre possa confermare l’inizio definitivo dell’iter di riqualifica, mettendo da parte le grosse preoccupazioni che abbiamo evidenziato sulle prospettive industriali”.

“Il trasferimento rimane confermato sull’anno a venire – aggiunge il dg Trombetta – Certamente subirà alcuni aggiustamenti perché il calendario sinora è stato penalizzato. L’appuntamento per la delocalizzazione vera e propria rimane confermato per il prossimo anno”.

Il 12 di settembre si svolgerà a Finale l’assemblea pubblica con cui l’amministrazione vuole sottoporre il progetto alla cittadinanza. “Le problematiche sono state quelle di rendere meno impattanti le architetture e si va verso questa direzione – osserva il primo cittadino Richeri – Per quanto attiene alle competenze comunali, siamo arrivati a quello che volevamo ottenere; sono state ridimensionate le altezze, c’è ancora da studiare la viabilità, che ci lascia perplessi, e occorre affrontare con la Regione il discorso delle finanziabilità di alcune opere pubbliche ma anche in questo senso si profilano soluzioni accettabili”.

“Ci riserviamo circa un mese per analizzare il progetto anche con l’assemblea consiliare e presentarlo ai cittadini – aggiunge Richeri – Stileremo un documento del consiglio comunale con il quale verremo alla conferenza preliminare deliberante. La parte delle osservazioni pubbliche è rimandata a dopo la conferenza referente”.