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Pallanuoto, in aeroporto gli azzurri con la medaglia olimpica: è festa targata Pro Recco foto

Milano. Se il sogno della medaglia d’oro è sfumato, l’impresa del Settebello rimane storica e degna della migliore delle feste. E l’aria di casa fa sentire tutto l’onore del podio: applauditissimi, infatti, gli azzurri atterrati questa sera a Milano Linate. Gli atleti rientrano dalla capitale dei giochi olimpici in ogni caso sicuri di una grande prova; per l’Italia, che ha lottato fino all’ultimo in vasca contro la squadra allenata da Ratko Rudic, è la settima medaglia olimpica nella pallanuoto nella storia delle Olimpiadi.

Gli ori in bacheca rimangono a quota tre: Londra 1948, Roma 1960 e Barcellona 1992. L’argento va ad aggiungersi a quello conquistato a Montreal nel 1976. Nel palmares azzurro ci sono anche i bronzi di Helsinki 1952 e Atlanta 1996. Il verdetto di ieri, 8 a 6, ha portato per la prima volta la Croazia al trionfo proprio dal ct che aveva firmato vent’anni fa l’ultimo successo azzurro ai giochi di Barcellona. Il maestro Rudic ha impartito una dura lezione all’ex allievo Sandro Campagna. Eppure il ritorno a casa per gli azzurri è un bagno di gloria.

Il pullman porterà gli atleti, giunti ora in aeroporto (parte dello staff è già arrivato oggi, altra parte è atterrata in serata a Fiumicino), a Recco, quella che si conferma la culla della pallanuoto olimpica. Dove scatteranno i festeggiamenti.

Maurizio Felugo della Ferla Pro Recco, la squadra che è stata il cuore pulsante della nazionale pallanuotistica maschile, è raggiante: “Siamo felicissimi per l’argento – dice in aeroporto al microfono di Genova24.it – Ormai è passata la delusione per la sconfitta. E’ un’altra medaglia che conquista il Settebello e questo era il nostro sogno, cioè arrivare sul podio”.

Per Matteo Aicardi, che sino all’ultimo ha rischiato di veder saltare la propria partecipazione londinese a causa dell’infortunio alla mano, salire il gradino del podio è stato un sogno che si avvera: “Questa medaglia per me è stata un doppio miracolo – commenta il giocatore savonese – Ho recuperato un mese prima per essere pronto. La mano era al 60 per cento, riuscivo ad usare bene in braccio sinistro ma quello destro poco. L’allenatore mi ha aiutato a trovare le soluzioni giuste per me”.

Erano partiti per Londra mercoledì 25 luglio da Fiumicino, reduci da una prima metà del 2012 difficile. Un campionato europeo concluso al quarto posto, deludendo le forti aspettative dettate dal trionfo iridato nell’agosto 2011. E poi gli infortuni: quello di Stefano Tempesti, fuori per parecchi mesi, e quello più recente di Matteo Aicardi, appunto, recuperato in extremis.

Inoltre, sui giocatori del Settebello gravavano i pensieri dell’addio della famiglia Volpi alla Pro Recco. Ben otto dei tredici azzurri, nell’ultima stagione, avevano giocato con la calottina biancoceleste. Inoltre, qualcun altro, probabilmente, stava per prendere la strada della squadra più titolata d’Italia. Si temeva che le preoccupazioni per il futuro della loro carriera avrebbero appannato i giocatori interessati alla vicenda.

Le aspettative per la spedizione azzurra alla trentesima edizione dei giochi olimpici, pertanto, non erano delle migliori. A rifletterlo, le quote degli allibratori che piazzavano l’Italia al quinto posto nel lotto delle favorite, dietro a Serbia, Ungheria, Croazia e Montenegro.

A conferma di tutte queste difficoltà, nei primi quattro incontri del girone eliminatorio gli azzurri non hanno brillato. Dopo aver piegato per 8-5 la modesta Australia, hanno impattato 7 a 7 con la Grecia. Poi i ragazzi del ct Campagna sono stati nettamente battuti dalla Croazia, per 11 a 6. Il riscatto, solo nei termini del punteggio ma non sul piano del gioco, è arrivato contro il Kazakhstan, regolato per 9 a 6.

Da lunedì 6 agosto, la nazionale italiana è parsa trasformata. Merito dell’approccio al torneo voluto da Campagna e dal suo staff: utilizzare le prime partite per carburare e arrivare all’apice per le sfide che contano davvero. E così il Settebello si è preso il secondo posto nel girone vincendo 10 a 7 sulla Spagna, poi ha superato la temuta Ungheria nei quarti di finale per 11 a 9. Venerdì la grande prova con la Serbia, sconfitta 9-7 in semifinale.

La finale di ieri, per i primi dieci minuti, ha fatto sognare i tifosi azzurri. Gallo e Felugo hanno portato l’Italia sul 2 a 0, ma non è bastato: la Croazia, imbattibile in questa olimpiade, si è imposta per 8 a 6.

La medaglia d’argento è un traguardo comunque eccezionale, perché il Settebello non giocava una finale olimpica da vent’anni. La pallanuoto italiana, nonostante il periodo di forte recessione che la sta colpendo, ha dimostrato di essere ancora viva e vegeta.