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Pallanuoto: il titolo olimpico va alla Croazia, all’Italia la medaglia d’argento

Rapallo. Il calendario olimpico ha riservato alla pallanuoto l’onore di chiudere il programma degli sport maschili; un solo titolo deve ancora essere assegnato: il pentathlon moderno femminile. L’attenzione degli sportivi liguri, pertanto, è rimasta viva fino all’ultimo, grazie al “settebello” che è arrivato all’atto conclusivo della rassegna a cinque cerchi.

All’Italia allenata dal c.t. Campagna non è però riuscita l’ultima impresa e, battuta dalla Croazia, si è dovuta accontentare della medaglia d’argento. Sfuma così il sogno di riconquistare l’oro per la quarta volta dopo Londra 1948, Roma 1980 e Barcellona 1992. Il secondo posto è un traguardo comunque eccezionale, maturato grazie a tre successi e un pareggio nel girone, e soprattutto alle vittorie sull’Ungheria nei quarti e sulla Serbia in semifinale.

Quattro atleti tornano così in Liguria con la prestigiosa medeglia al collo: il rapallino Maurizio Felugo e i savonesi Alex Giorgetti, Matteo Aicardi e Giacomo Pastorino.

Il “settebello” ha fatto meglio rispetto a dieci giorni fa, quando, opposto alla Croazia nel girone eliminatorio, era stato battuto per 11 a 6. Campagna e il suo staff hanno intelligentemente portato la loro squadra al culmine della forma proprio per l’inizio delle sfide pesanti, dai quarti di finale in poi. Ma contro l’armata di Ratko Rudic, sempre vittoriosa in questo torneo, non è stato sufficiente.

La partita. La Croazia vuole fortemente il suo primo titolo olimpico e forse per questo parte un po’ contratta. Dopo soli 38″ l’Italia sblocca già il risultato: Buric espulso e Gallo va a segno. Tempesti fa subito la sua parte e compie ben quattro grandi parate, supportato da un’ottima difesa. Il capitano tiene a 0 lo score dei biancorossi e a 1’55” dalla fine del tempo Felugo raddoppia. Bisogna aspettare 6’26” per il primo goal croato, siglato da Buljubasic.

Anche nel secondo tempo le due formazioni mostrano di temere gli avversari e non prendono rischi in fase offensiva. Felugo va nel pozzetto e la Croazia impatta con Jokovic. L’Italia non si abbatte e Pavic devia un missile di Figlioli. Gitto ruba palla in difesa ma Giorgetti in attacco non riesce a concludere; sul cambio di fronte una respinta favorisce i croati ma Tempesti non ha difficoltà a parare il tiro di Barac. A 2’05” da metà gara il 39enne Barac va a bersaglio: 3 a 2 per la Croazia. Una palombella di Felugo si stampa sulla traversa e si va al riposo con il “settebello” sotto di 1 goal. Si segna poco, complici poche espulsioni per fallo grave: solamente 6, di cui 4 pro Italia.

Pronti, via e il terzo tempo, dopo 27″, si apre con un gran tiro di Felugo che si insacca alla sinistra di Pavic. Il pareggio dura 39″: Giacoppo viene espulso, Boskovic va a segno. Gallo in difesa si trova in ritardo su Hinic e Borrell fischia rigore: Boskovic trasforma per il + 2 croato. L’Italia fallisce con l’uomo in più: Premus centra la trasversale. L’ex croato esce e lascia spazio ad Aicardi, Campagna chiama time-out. Ma la difesa croata è un muro e il solo Felugo riesce a trovare un tiro, Pavic lo respinge.

Gli azzurri cominciano l’ultima frazione sotto di 2 reti e partono determinati a provarci fino in fondo, ma Jokovic, alla prima azione dei suoi, allo scadere dei 30″, realizza un gran goal che abbatte il morale dell’Italia. La squadra di Campagna si trova in doppia inferiorità numerica a Jokovic rimpingua il bottino dei suoi. Giorgetti si prende la soddisfazione del goal e si va sul 4 – 7. Sukno ristabilisce il + 4 biancorosso, poi tocca a Presciutti scrivere il proprio nome nel tabellino. Proprio sulla sirena Felugo realizza la tripletta personale. Finisce 8 a 6: medaglia d’oro per la Croazia, argento all’Italia.

Il tabellino:
Italia – Croazia 6 – 8
(Parziali: 2 – 1, 0 – 2, 1 – 2, 3 – 3)
Italia: Tempesti, Perez, Gitto, Figlioli, Giorgetti 1, Felugo 3, Giacoppo, Gallo 1, Presciutti 1, Fiorentini, Aicardi, Premus, Pastorino. All. Campagna.
Croazia: Pavic, Buric, Boskovic 2, Dobud, Jokovic 3, Buljubasic 1, Muslim, Buslje, Sukno 1, Barac 1, Hinic, Obradovic, Vican. All. Rudic.
Arbitri: Borrel Sanchez (Spagna) e Juhasz (Ungheria)
Note: uscito per limite di falli Buljubasic dopo 5’15” del quarto tempo; superiorità numeriche 4 su 8 più 1 rigore segnato per la Croazia, 4 su 11 per l’Italia.