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Ordinanza anti alcol in centro storico? Gli abitanti sono d’accordo: “Troppi eccessi, soprattutto tra i giovani”

Genova. Se l’ordinanza anti alcol è stata accolta con grande favore dagli abitanti di Sampierdarena, anche i genovesi che abitano o lavorano in centro storico sembrano in gran parte favorevoli all’applicazione della misura. L’idea del Comune di Genova è estendere l’ordinanza già in vigore nella zona intorno alla Commenda di Pré (divieto di vendita e di consumo di alcol dalle 14 alle 6 del mattino) ad altre zone particolarmente a rischio del centro storico, escludendo però, in via generale, il cosiddetto quadrilatero della movida genovese, dove però non si escludono misure selettive per evitare gli eccessi.

vicoli notte

“Potrebbe essere una mezza soluzione per il consumo di alcol che non riguarda la movida quanto piuttosto forme di aggregazione un po’ ghettizzate e marginali” dice Valerio, che in centro storico vive e lavora. La movida, invece non crea problemi? “Sicuramente degli eccessi ci sono, forse servirebbero più controlli, soprattutto dopo la chiusura dei locali perché è quello il momento in cui la situazione tende in qualche caso a degenerare”.

“Sarebbe quasi l’ora – sbotta Gaetano, che lavora in piazza Banchi – che i nostri amministratori si occupassero un po’ del centro storico. Servono regole e rispetto delle stesse, se vogliamo migliorare la situazione”.

“Sono assolutamente d’accordo, sopratutto per i giovanissimi – dice Stefania – perché ormai i ragazzi bevono come spugne, quindi una limitazione dei consumi sarebbe assolutamente sensata”.

Concorda anche Santi: “Sarebbe un’ottima idea, così la gente berrebbe un po’ meno e sarebbe più lucida. Ci sarebbero meno risse troppo spesso causate, appunto, dai fumi dell’alcol”.

Federico invece non è d’accordo: “Il proibizionismo non ha mai risolto nessun problema, quando qualcosa viene vietato, il danno non fa che aumentare”.

“Certo i divieti da soli non sono un deterrente ” concorda Giovanna, che però non è contraria all’ordinanza: “Ho un figlio e il consumo eccessivo di alcol da parte dei ragazzi mi preoccupa moltissimo. Poi, ovvio, ci vuole informazione ed educazione su questi temi, a partire dalla scuola e dalla famiglia”.