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Occupazione vico Untoria, il Comune di Genova: “Sì al dialogo, no alle guerre tra poveri”

Genova. Dopo l’occupazione da parte degli anarchici dello stabile di vico Untoria 3, recentemente ristrutturato e che per il quale a fine mese partirà il bando per l’assegnazione, il Comune di Genova, con un comunicato ufficiale, dice la sua sulla questione del diritto alla casa e delle recenti occupazzioni.

“Sapendo bene che nessuno ha la bacchetta magica e che il Comune dispone di scarse risorse a seguito dei pesanti tagli a livello nazionale, l’Amministrazione sta lavorando per evitare che alloggi di proprietà pubblica rimangano a lungo vuoti e per assicurare un’ abitazione alle persone a basso reddito. Ciò richiederà, in collegamento con altre istituzioni locali, anche una maggiore rapidità nelle procedure di assegnazione”.

“Il problema non va assolutamente confuso con quello degli spazi sociali, anche autogestiti dai giovani, sul quale già la precedente Amministrazione comunale aveva avviato un confronto che sta proseguendo, allo scopo di definire regole certe e condivise”.

Sull’immobile di vico Untoria e sulle critiche mosse dagli anarchici rispetto alle categorie destinatarie degli appartamenti il Comune risponde: “Si ricorda che le tipologie di reddito e le condizioni per l’assegnazione differiscono a seconda degli interventi proprio per garantire un equo utilizzo del patrimonio pubblico e in definitiva l’accesso alla casa anche per le persone a bassissimo reddito. Proprio per tale obiettivo è necessaria la massima trasparenza e legalità nell’assegnazione”.

“Non può certo rientrare in questo – spiega l’amministrazione comunale – l’occupazione di alloggi recentemente ristrutturati e prossimi alla consegna a seguito del bando in corso.. Un intervento che, nel caso di vico Untoria, contribuisce alla vita sociale di una importante area del centro storico”.

L’Amministrazione comunale “conferma la volontà di dialogo con tutti coloro che vogliono battersi per il diritto alla casa, poiché crede fino in fondo al metodo della partecipazione. Ne è però condizione imprescindibile il pieno rispetto della democrazia e della legalità, scongiurando guerre tra poveri e non sottraendo patrimonio pubblico alla disponibilità di altre persone che ne avrebbero diritto”.