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Occhiali, creme e chiavi: centinaia di oggetti dimenticati sotto l’ombrellone

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Estate: tempo di mare, sole e di oggetti dimenticati sulla sabbia, come occhiali, creme e chiavi. “Complice il caldo oppure il fatto di essere finalmente in vacanza sono molti i turisti che dimenticano i propri effetti personali in spiaggia, appesi all’ombrellone o sotto il lettino”.

Dice Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio. Ai circa 15 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze al mare privilegiando le belle località del nostro Paese, si devono aggiungere gli oltre 5 milioni di turisti stranieri: sono di loro proprietà le migliaia gli oggetti che ritroviamo al momento della chiusura dello stabilimento balneare, non sono stati abbandonati, però, molto più semplicemente scordati al momento di tornare a casa dopo una giornata trascorsa in spiaggia. L’identikit del ‘tipo da spiaggia distratto’?

I clienti stranieri sono molto più attenti di quelli italiani, le famiglie con bambini, forse complici la grande quantità di oggetti che si trovano nella borsa da mare (giocattoli, merendine, succhi di frutta, acqua e pannolini non devono e non possono mai mancare), risultano essere i più ‘colpiti’ da questo fenomeno. Volendo, poi, stilare una classifica degli oggetti dimenticati troviamo al 1° posto gli occhiali da sole o da vista, al 2° le ciabatte da mare, al 3° la crema solare, al 4° il costumino del bambino, al 5° le chiavi, ma bisogna aggiungere alla lista anche telefonini, asciugamani, borse, collanine-bracciali o portafogli.

Il più delle volte il giorno successivo si ritorna in possesso del proprio oggetto, i ritrovamenti sono all’ordine del giorno e le restituzioni sfiorano il 98%. Per quanto riguarda il quotidiano o la rivista, ma anche il classico libro sotto l’ombrellone, sono lasciati di proposito e non saranno mai più reclamati. Tra i bagnini più anziani, poi, circolano diverse ‘storie’: dal Rolex d’oro ritrovato, rastrello alla mano, dopo che l’affannosa e confusa ricerca lo aveva fatto ‘inabissare’, ai 10 bikini ancora con il cartellino del prezzo in una borsa sotto l’ombrellone, dalla pancera lasciata nello spogliatoio, fino alla dentiera – ritrovata e mai reclamata – nel bagno delle signore.

“I bagnini – sostiene Riccardo Borgo – vigilano sull’incolumità dei clienti degli stabilimenti balneari sia in acqua che sulla spiaggia dispensano consigli su dove trascorrere la serata o quale ristorante prenotare, sono i più affidabili per le previsioni meteorologiche, e si accontentano di un sorriso ed una stretta di mano quando ti restituiscono quell’oggetto che consideravi perduto per sempre. Motivo in più per studiare una soluzione affinché gli stabilimenti balneari non vadano all’asta dal 1° gennaio 2016”.