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Lorsica, marocchino pestato a sangue: forse vendetta di cittadini derubati o regolamento di conti

Lorsica. Una furia violenta si è scatenata contro un marocchino di 34 anni, che vive vicino a Chiavari. Calci e pugni, coltellate, un colpo alla base del cranio con un cacciavite e infine la testa spaccata a furia di calci. Erano tre, forse quattro, “erano italiani” quelli che hanno lasciato l’uomo a terra, mezzo morto a Verzi di Lorsica .

E’ questa la sorte toccata al migrante marocchino. La zona alle spalle di Chiavari è un ‘posto di frontiera’, dove da mesi e mesi si susseguono i furti negli appartamenti. E siccome Cicagna è un paese piccolo, tutti sapevano che il marocchino ha precedenti per furto. L’altro ieri notte, qualcuno potrebbe aver pensato di farsi giustizia da solo, quando è passato con la sua bicicletta.

L’uomo è stato buttato giù, poi è stato picchiato. Calci e pugni e coltellate e quella ferita inquietante procurata con un cacciavite alla base del cranio. E così i calci l’hanno raggiunto alla testa, all’addome. E’ stato abbandonato lì pensando che fosse morto. Ma il marocchino morto non era e con il cellulare che aveva in tasca ha chiamato suo fratello il quale, a sua volta, ha chiamato i carabinieri e i militari hanno fatto subito intervenire l’ambulanza.

Ce la farà la vittima dell’aggressione che ai carabinieri ha detto “erano tre, forse quattro, ed erano italiani”. E i carabinieri di Chiavari si sono messi subito al lavoro: hanno ritrovato il cacciavite, hanno repertato tutto quello che potevano.

Due le ipotesi: la prima è che l’esasperazione di un piccolo paese nei confronti dei furti abbia portato i cittadini a convincersi che era necessario farsi giustizia da soli. La seconda riguarda una sorta di regolamento di conti tra bande, magari un furto fatto in una zona dove opera un gruppo invece che un altro. Anche se i carabinieri stanno esaminando tutte le ipotesi, la frase detta dalla vittima, “sono italiani”, potrebbe mettere una inquietante etichetta a questa aggressione.