Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Londra, la pallanuoto azzurra affonda nuovamente la Serbia: è finale olimpica

Rapallo. Vent’anni dopo Barcellona 1992, l’Italia della pallanuoto maschile torna a disputare una finale olimpica. Se, come allora, sarà medaglia d’oro, lo sapremo domenica, quando gli azzurri affronteranno la Croazia, che ha avuto la meglio per 7 a 5 sul Montenegro.

Nel frattempo gli azzurri si godono un’altra serata magica. Sono stati capaci di battere nuovamente la Serbia, indicata da tutti come la favorita per il titolo. Un anno e un giorno dopo il successo ai Mondiali, il “settebello” si è ripetuto, questa volta in maniera ancora più netta: 9 a 7 il risultato.

Un traguardo che conferma la forza dell’Italia guidata dal commissario tecnico Alessandro Campagna, una squadra “a trazione ligure”, con i savonesi Alex Giorgetti, Matteo Aicardi, Giacomo Pastorino, e con il rapallino Maurizio Felugo, uomo di punta della formazione azzurra.

Se in semifinale l’Italia ha giocato la partita perfetta, non si trova nel vocabolario un aggettivo per definire il match di oggi. Ci proverà Campagna a fine match con “più che perfetta”. Fatto sta che i maestri serbi mettono il naso avanti solo una volta, con Prlainovic e Udovicic che ribaltano l’1 a 0 di Gallo. Break di 4 a 0 tra primo e secondo tempo in un parziale aperto dalla superiorità trasformata da Giorgetti e chiuso da uno straordinario goal di Felugo. Nel mezzo due reti frutto di deviazioni fortunose, segno che la buona sorte è con il “settebello”. L’Italia è sul 5 – 2.

La Serbia, però, fa girare la palla a tutta velocità con l’uomo in più e trova spesso l’uomo libero al palo. Aleksic e Nikic riportano sotto gli slavi, ma prima della sirena di metà gara Gallo realizza la sua terza rete. Al riposo è + 2.

Nella seconda metà di gara i serbi mettono in campo aggressività, forse anche troppa. Si riportano a – 1 ancora con Udovicic, il migliore dei suoi per distacco e l’ultimo ad alzare bandiera bianca. A metà del terzo parziale gli azzurri conquistano superiorità e il c.t. intuisce che è il momento opportuno per chiamare time-out. Presciutti premia la scelta di Campagna infilando il pallone del 7 – 5.

La Serbia comincia a forzare, innervosita soprattutto dalla difesa azzurra. E, quando la passa, da capitan Tempesti che, qualora ce ne fosse bisogno, ribadisce al mondo di essere l’indiscusso numero 1. Mancano 20″ all’ultima sirena quando la lotta al centro di Premus si traduce nuovo + 3: la finale dista solo 8′. A certificare che di realtà si tratta, e non di sogno, è Perez. Meno di 2′ alla fine, schiaffo al pallone dai due metri: 9 a 6. Game over per i serbi, che accorciano ancora con Udovicic, ma sono ormai relegati alla finale per il bronzo. Per il “settebello”, invece, è medaglia certa: non accadeva da Atlanta 1996.

Il tabellino:
Italia – Serbia 9 – 7
(Parziali: 4 – 2, 2 – 2, 2 – 1, 1 – 2)
Italia: Tempesti, Perez 1, Gitto, Figlioli, Giorgetti 1, Felugo 2, Giacoppo, Gallo 3, Presciutti 1, Fiorentini, Aicardi, Premus 1, Pastorino. All. Campagna.
Serbia: Soro, Saponjic, Gocic, V. Udovicic 3, Mandic, D. Pijetlovic, Nikic 1, Aleksic 1, Radjen, Filipovic 1, Prlainovic 1, Mitrovic, G. Pijetlovic. All. D. Udovicic.
Arbitri: Borrell Sanchez (Esp) e Alexandrescu (Rou). Delegati Fina: Martyn (Hun) e Sharonov (Rus).
Note: usciti per limite di falli Gocic a 2’36” del terzo tempo, Giacoppo a 6’07” del terzo tempo, Aleksic a 2’58” del quarto tempo e Gitto a 6’53” del quarto tempo. Ammonito per proteste Dejan Udovicic per proteste nel terzo tempo. Superiorità numeriche 5 su 13 per l’Italia e 6 su 11 per la Serbia.