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Liguria, vende tutto per comprare una barca su cui vive con la figlia autistica: nasce il progetto Sara

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Liguria. Eusebio Busè è un albenganese che lavora per una multinazionale degli pneumatici. Papà di Sara, una bimba di nove anni affetta da autismo, ha venduto tutto per comprare una barca, la “Adagio Blu”, che da inizio agosto è ormeggiata alla Marina di Loano. Vive a bordo con la piccola che tra vele, cime e scotte ha trovato il suo ambiente ideale rompendo le barriere comunicative. Il padre coraggioso che si è reso protagonista di una storia speciale ora vuole dare la possibilità ad altri bambini autistici di aprirsi al mondo marino.

Nasce così l’associazione “Hakuna Matata”, che dalla canzone del “Re Leone” della Disney trae l’ispirazione per la spensieratezza e la gioia di vivere. Lo stesso Busè spiega il senso dell’iniziativa: “Ho capito che con il potere del mare e delle attività che si svolgono a bordo dell’imbarcazione stessa mia figlia è stimolata tantissimo e ne trae beneficio. Ho aperto un’associazione che prende il nome di ‘Hakuna Matata’, riferito al nostro motto che è quello di salire a bordo e lasciarci i pensieri alle spalle. E’ stato anche il mio motto, perché ho fatto una scelta un po’ azzardata ma senza pensarci troppo: ho venduto tutto e acquistato un’imbarcazione per dare vita al primo progetto, che prende il nome di mia figlia Sara. Dal suo nome ho tirato fuori un acronimo: ‘Sostegno A Ragazzi Autistici’”.

“Non è solo riferito ai bambini autistici ma anche a quelli che hanno problemi comportamentali e sociali – prosegue Eusebio Busè – Il Progetto Sara vuole regalare emozioni nuove, di supporto alle già note terapie farmacologiche e alle neuropsichiatrie infantili che noi comunque sosteniamo. Semplicemente vogliamo che questi bambini si integrino con quelli cosiddetti normodotati. Per questo li invitiamo in barca, insieme ad un membro della loro famiglia che possa vedere come sono stimolati e come si comportano a bordo”.

L’Adagio Blu è un’imbarcazione a vela di 11,50 metri con tre cabine doppie, omologata per otto persone e senza limiti dalla costa. Papà Eusebio l’ha acquistata vendendo i beni che possedeva, proprio con lo scopo di stabilire a bordo la propria residenza, insieme alla piccola Sara che da tempo ha mostrato la sua predilezione per il mare. C’è l’interesse a seguire l’avventura anche da parte degli esperti del servizio di neuropsichiatria infantile di Cuneo. L’8 settembre nella sala convegni della Marina di Loano ci sarà l’inaugurazione del progetto.

“I nostri obiettivi sono quelli di espandere questo progetto e farlo conoscere a tante persone – sottolinea Busè – Per questo voglio ringraziare Marco Cornacchia, direttore del porto di Loano, che ci ha ospitato nella sua splendida Marina e tuttora valorizza questo progetto. Le nostre vele sono a disposizione per nuovi sponsor e nuove iniziative; speriamo di trovare sostegno. Siamo lieti di portare in giro per la costa ligure il marchio di chiunque crede in questo progetto. Il nostro logo, una barca sulla luna, rappresenta lo sforzo immenso che ho fatto. Ringrazio anche lo Csen, il centro sportivo nazionale che con oltre un milione di iscritti ci garantisce supporto”.

L’associazione con il progetto “Sostegno A Ragazzi Autistici” vuole promuovere la nautica e l’ambiente marino come attività riabilitante di supporto alle già note terapie psicologiche o farmacologiche per i bimbi autistici o che abbiano problemi di natura sociale, psichica o comportamentale. “Il Progetto Sara nasce con l’intento di utilizzare la magia del mare e della barca a vela e dell’ambiente marino per poter contribuire al miglioramento della qualità della vita, regalare momenti di serenità, svago, divertimento e di felicità con particolare attenzione ai bambini con disturbi legati allo spettro autistico, di linguaggio e sociali a cui sono venuti a mancare gli affetti della vita sociale – specifica Busè – Immersi nella natura, crediamo che i bambini vengano stimolati a dare di più e che a bordo di una barca a vela si è propensi a generare lo spirito di collaborazione, di solidarietà, di squadra e la voglia di partecipare alle semplici attività di bordo rendono il bambino responsabile e fiero”.

“Relax è la parola che ricerchiamo in questo progetto, cerchiamo di distogliere e scacciare lo stress e le brutte abitudini che purtroppo legano il bambino alla città proponendogli attrazioni nuove ed alternative totalmente naturali. ‘Sara’ non è rivolto ai soli bambini autistici, anzi promuove ed estende le medesime attività ai bambini cosiddetti normodotati in un progetto di interazione e di scambio che costituirà l’asse portante di tutta l’iniziativa” conclude Busè.