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Ilva di Taranto, entro settembre monitoraggio continuo

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La fornitura delle attrezzature necessarie a fare in modo che il sistema di campionamento delle diossine al camino 312 avvenga “in continuo” è “in corso di completamento” e pertanto “sarà operativo entro settembre”.

E’ la rassicurazione che l’azienda ha fornito oggi al ‘tavolo tecnico’, cominciato ieri a Bari nella sede della Regione Puglia e terminato nel pomeriggio, alla presenza dei referenti delle amministrazioni firmatarie del Protocollo di intesa dello scorso 26 luglio a Roma e dei rappresentanti dell’azienda siderurgica di Taranto.

La riunione aveva l’obiettivo di verificare concretamente gli interventi da attuare per affrontare le criticità presenti e i problemi di inquinamento nell’area del capoluogo jonico alla luce della disponibilità manifestata dal presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, durante il successivo incontro del 2 agosto a Bari con il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e il presidente della Regione, Nichi Vendola, e con i sottoscrittori del ‘Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto’.

Uno dei temi oggetto di discussione era quello dei monitoraggi delle emissioni, che poi rientra tra le questioni al centro dell’inchiesta della magistratura tarantina sfociata nel provvedimento del gip del Tribunale jonico Patrizia Todisco che ha disposto il sequestro, senza facoltà d’uso, dell’area a caldo del siderurgico e gli arresti domiciliari per otto dirigenti ed ex dirigenti della società. In particolare sotto osservazione anche del ‘Tavolo Tecnico il campionamento in continuo delle diossine ed il monitoraggio al perimetro dello stabilimento.

Al ‘tavolo’ erano presenti tecnici del ministero dell’Ambiente, dell’assessorato all’Ecologia, dell’Arpa Puglia, del Comune e dell’Autorita’ Portuale di Taranto, esponenti dell’Ilva e della Regione Puglia con l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, e in videoconferenza da Roma il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti. I presenti hanno convenuto “che la riunione odierna – è scritto nel verbale sottoscritto alla fine – mira a valutare l’adozione di misure spontanee, anche quando non previste dal provvedimento di Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale ndr) rilasciato dal ministero dell’Ambiente ad Ilva nel 2011”, che “mirino a rappresentare concretamente la disponibilità dell’impresa a collaborare nei processi di monitoraggio delle emissioni, di pubblicizzazione degli stessi anche al fine di contenere l’allarme sociale sui possibili effetti pregiudizievoli delle produzioni industriali”.