Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ilva, dal Governo ricorso alla Consulta: cresce la preoccupazione anche a Genova

Più informazioni su

”Partiamo dal presupposto che la tutela della salute e dell’ambiente e’ un valore fondamentale che anche il governo vuole perseguire e anche dal presupposto che noi rispettiamo le sentenze dei giudici. Però, alcune volte queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale”.

E’ quanto afferma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, in un’intervista al Gr1 sulla vicenda Ilva. Secondo Catricalà non c’è rischio di uno scontro con la magistratura: ”No. Noi contestiamo un singolo atto ritenendolo sproporzionato. Noi abbiamo stabilito con un decreto legge in linea con un orientamento preciso del Tribunale della Libertà di continuare le lavorazioni che non sono dannose, che non sono nocive e nel frattempo cominciare seriamente la politica di risanamento. E abbiamo stanziato centinaia di milioni proprio per questo. Questo decreto legge resterebbe privo di qualsiasi valore se l’industria dovesse smettere di lavorare, se il forno si dovesse spegnere. Sarebbe un fatto gravissimo per l’economia nazionale, sarebbe un fatto grave non solo per la Puglia ma per l’intera produzione dell’acciaio in Italia”.

Sul compito dei ministri in missione a Taranto, infine, Catricalà spiega che ”loro dovranno parlare con il Presidente della Regione, con la Provincia, con il Comune. Speriamo che possano parlare anche con il Procuratore della Repubblica. E’ chiaro che dovranno parlare anche con l’Ilva. La missione è molto importante e potrebbe anche servire a evitare il ricorso alla Corte Costituzionale”.

Intanto, sul provvedimento emesso dal Gip di Taranto Patrizia Todisco che ha stoppato la produzione all’Ilva di Taranto, è arrivato il durissimo commento della Cisl ligure. “L’ultimo provvedimento emesso dal GIP di Taranto sembra trasformare una vicenda, che deve per forza coniugare lavoro ed ambiente, in una sottospecie di guerra privata che una novella Giovanna d’Arco ha deciso di intraprendere contro la più grande azienda siderurgica italiana” dicono i segretari Sergio Migliorini e Antonio Graniero.

Preoccupazione anche nelle parole di Franco Grondona, segretario Fiom Genova. “Se si fermerà l’Ilva di Taranto “si fermeranno di conseguenza anche gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure” e questo “sarà come minimo un disastro. Mi sembra che con questa decisione – ha detto Grondona – il giudice abbia messo in discussione quanto già disposto dal Riesame”.