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Il Genoa pensa al Verona, ma con i tifosi lo strappo è ancora da ricucire

Genova. Il Genoa gioca e vince l’amichevole con la Carrarese (2-0 griffato Said e Rossi) ma il calcio giocato è l’ultimo degli argomenti a tenere banco. Ieri sera non si discuteva nemmeno di calcio scommesse, il tormentone principe di questa estate.

I rapporti tra la società rossoblù e parte della tifoseria sono ormai incrinati. Da quell’orami celebre Genoa-Siena tutto è cambiato. Enrico Preziosi e supporter non se le sono più mandate a dire. Ieri l’ultimo atto della disputa.

I Gruppi della Nord hanno diramato questo comunicato: “Viste le vicende che hanno colpito i nostri fratelli Genoani si è deciso, a partire da quest’anno, di delimitare e lasciare vuoto il cuore della Nord. Non è un gesto di protesta contro chi non la pensa come noi ma un gesto di rispetto nei confronti di chi per amore della maglia non potrà essere presente! Di conseguenza chi avrà la libertà di esserci sarà al proprio posto senza però effettuare forme di tifo organizzato. Ricordiamo a tutti che le diffide passano ma le idee restano quindi continuate a seguirci perché noi non molliamo!! AVANTI GRADINATA NORD”.

Ma gli impegni ufficiali sono ormai alle porte. Il presidente del Grifone conosce l’importanza della propria tifoseria, sa perfettamente che la squadra al Ferraris soprattutto, si nutre del suo calore e dei suoi incitamenti. Bisogna tornare a remare tutti nella stessa direzione. Sono queste le motivazioni che hanno spinto i vertici di Villa Rostan a rispondere con questo comunicato apparso sul sito ufficiale del team rossoblù:

“Sbagliare è umano, perseverare diabolico. Perché a ben guardare le divisioni portano solo grane e, a prescindere da torti e ragioni, non si può eccepire sull’interesse comune rappresentato dalle sorti del Genoa. Dopo i fatti di Genoa-Siena, che hanno lasciato pesanti strascichi sia in società che nella tifoseria, soprattutto in quella organizzata, la gara con il Verona segna il ritorno al Ferraris di squadra e tifosi. Un motivo di interesse aggiuntivo, appeso alla voglia di respirare l’aria di Marassi, come dicono le code per acquistare i tagliandi. In base ai propositi ventilati, potrebbe non esserci più una guida centralizzata a livello di tifo, in attesa forse che si chiariscano determinati aspetti. Ogni tifoso è chiamato a diventare attore protagonista. Con la propria voce. O portando uno stendardo da casa come usava un tempo. Un uomo, una bandiera. Ricordate certe immagini della Nord degli anni Settanta, Ottanta e Novanta? Cose da Genoa. E chissà che il tempo si riveli la migliore medicina. E da una vicenda così negativa possa giungere la spinta, per riesumare i fasti e tornare a essere ciò che si è stati. Anno più, anno meno. Perchè volere è potere. A prescindere dagli eventi, dalle vittorie, dalle situazioni. La differenza, in fondo, è sempre stata marcata così. Non è da tutti”.

Domani la prova del nove, i riflettori saranno puntati sul campo quanto sugli spalti. Per quanto riguarda il match, Gigi De Canio cercherà di far spiccare il volo al Grifone. Mai come quest’anno la Coppa Italia interessa ai rossoblù. Sulla formazione il tecnico scioglierà le riserve solo a poche ore dal fischio d’inizio. Troppi i giocatori “rapiti” dalle rispettiva nazionali e ancora da valutare nell’ottica dei 90 minuti.

E poi c’è un mercato ormai alle sue battute conclusive. Oramai dato per fatto lo scambio Steve Von Bergen-Alexandros Tzorvas sull’asse Genoa-Palermo. Se Alessio Cerci e Vargas restano nelle mire rossoblù, il nome nuovo è quello di Modibo Diakitè. Il laziale potrebbe sbarcare all’ombra della Lanterna spendendo Andreas Granqvist nella capitale. A quel punto sarebbe però anche lecito aspettarsi qualche soldino da Claudio Lotito: Diakitè ha il contratto in scadenza il prossimo giungo.