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Estate, sempre più italiani restano in città: accessi al pronto soccorso in aumento del 15%

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La crisi economica colpisce gli italiani che rinunciano a passare le calde giornate d’agosto fuori città e si ripercuote anche sui pronto soccorso. Dove gli accessi e le richieste di ricette mediche o di piccole medicazioni non hanno subito diminuzioni. Anzi, si è registrato “un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2011”, stima Adelina Ricciardelli, segretario nazionale della Federazione medici d’emergenza urgenza (Fimeuc).

“Ma come specialisti in prima linea del Ssn – prosegue – siamo preoccupati dei tagli ai posti letto degli ospedali stabiliti dal decreto sulla spending review, un problema che farà aumentare il collasso dei pronto soccorso”.

“In questi giorni di afa – spiega l’esperta – non sono scesi gli accessi ai pronto soccorso, ma abbiamo assistito ad un aumento, soprattutto di notte quando si registra una crescita del 10%. Le richieste arrivano soprattutto da cittadini con patologie psichiatriche, persone in forte stato di disagio psicologico e sociale, con accentuate depressioni o solitudini. Ma stiamo verificando – sottolinea – una sostanziale impennata di richieste anche di cittadini che non ha deciso di rinunciare alle vacanze, come non avveniva di solito in passato. E questo – chiosa l’esperta – significa che il personale medico, già fiaccato da turni massacranti e blocchi del turnover, si ritrova a gestire situazioni d’emergenza senza aver risposato adeguatamente”.

“I questi giorni stiamo anche cercando di capire – avverte Ricciardelli – l’impatto dei tagli ai posti letto ospedalieri della spending review. I dipartimenti d’emergenza andranno sicuramente in sofferenza – conclude – perché i ricoveri in mancanza di letti disponibili si fermeranno al pronto soccorso, intasandone l’operatività con tutte le conseguenze già denunciate in passato”.