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Cementificazione nel Levante, Legambiente: “Basta opere inutili, recupero del territorio per battere la crisi”

Levante. “Camogli, una vittoria dei cittadini o una impossibilità del mercato a sostenere la commercializzazione di nuove unità abitative?. Per non sbagliare, ma soprattutto per non rischiare, la politica rinuncia al progetto”. A parlare è Massimo Maugeri, presidente di Legambiente Cantiere Verde, riferendosi al maxi progetto nell’area dell’ex scalo ferroviario. A causa della mancanza del depuratore, infatti, verranno realizzati solo box interrati e nessun volume fuori terra.

Questa decisione del Comune di Camogli, però, dà spunto a Maugeri per analizzare la situazione nel Tigullio. “Questo episodio apparentemente marginale, impone una riflessione per tutta l’area del Tigullio e del Golfo Paradiso – dichiara – La politica sa quando propone scempi, come sanno anche gli speculatori. Semplicemente ci provano e a volte riescono; altre volte i cittadini e le associazioni non se ne accorgono. Il risultato è: un territorio sempre più urbanizzato e costruzioni sempre meno affascinanti”.

Secondo il presidente di Legambiente Cantiere Verde, Camogli, che è la vittoria dei comitati, dei cittadini, impone questa riflessione: “Abbiamo perduto il gusto del paesaggio? Pensate al parcheggio a Santa Margherita (vicino al Miramare) era un bisogno reale? Era l’unico posto possibile? Il porto di Santa serve davvero? – spiega – Le Chiese di Rapallo, i tentativi di costruire il depuratore in mezzo alle abitazioni, l’urbanizzazione selvaggia delle colline di Zoagli con strade che fanno sentire gli ospiti a Milano più che in Liguria. La collina delle Grazie con un ex albergo trasformato in abitazione a pochi metri da una zona che solo poco tempo fa è franata”.

“Il raddoppio del porto di Chiavari di cui nessuno sentiva l’esigenza tanto meno i diportisti (calo della nautica spaventoso con centinaia di disoccupati negli ultimi anni); speculazione Lames per salvare una azienda che non darà alcuna garanzia per gli operai ma pretende la congestione urbana di un quartiere. La speculazione sulla spiaggia di Riva Trigoso”.

Questa è la sintesi fatta da Maugeri. “Tutte queste opere, tra cui i tunnell, le strade i raddoppi che non hanno alcun senso in una nuova prospettiva economica; questo è il debito pubblico in termini di servizi (a carico della collettività) e di negazione di spazi pubblici e progetti d’insieme in grado di migliorare la bellezza del territorio – spiega – ciò che per cento anni hanno fatto le generazioni che ci hanno preceduto”.

Per Legambiente occorre uno stop per ricominciare, ma con un progetto che deve ripartire dal passato dal rilancio turistico di questi luoghi, dal recupero della cultura, dal lavoro e dal riavvicinare il lavoro al territorio.

“In una visione che superi i Comuni e le loro piccole beghe, una programmazione di recupero che va da Nervi ed arrivi alle 5 Terre con un progetto vero di rilancio dell’area del Levante come motore per la ripresa dell’economia come opportunità di lavoro per i giovani che compensi le gravi perdite occupazionali dovute a questo periodo di forte crisi – conclude Maugeri – Oggi questo è possibile e questa non è solo una considerazione ma una proposta: tecnologia, turismo, compatibilità ambientale possono essere i motori di una ripresa e la forza di una opportunità di lavoro che se diventa condiviso può dare grandi risultati. E’ una delle strade possibili. Si attendono contro proposte”.