Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Bolkestein, l’autunno caldo degli ambulanti genovesi “I mercati diventino patrimonio dell’umanità”

Genova. La direttiva europea Bolkestein continua a rappresentare un grande timore non solo per i balneari, che da mesi lottano per chiedere al Governo la deroga, ma anche per gli ambulanti, che a loro volta negli scorsi mesi hanno messo in atto molte iniziative di protesta.

“La direttiva è diventata legge il 5 luglio e come immaginavamo la sua attuazione ha avuto degli effetti devastanti, dal giorno in cui si è preso coscienza che nel 2017 tutte le concessioni andranno rimesse a bando e il titolare della concessione avrà soltanto 40 punti su 100 per riavere il proprio posto – esordisce Giuseppe Occhiuto, Aval Genova – Nel 2026 il punteggio sarà azzerato”.

Secondo quanto spiega Occhiuto, quindi, nessuno comprerà più un banco sul mercato perché con questo sistema non ci saranno più certezze per il futuro e le attività pagate decine di migliaia di euro non varranno più nulla.

“Non si può fare a meno di pensare che la Bolkestein altro non sia che una grande speculazione, che costerà alle 170 mila famiglie che svolgono questo lavoro 8.500.000.000 di euro, perché ogni banco ha un valore medio di 50 mila euro e basta fare una moltiplicazione per scoprire che anche l’Italia con questa direttiva in un attimo è diventata molto più povera e non solo di denaro, ma anche di ‘diritti’ che quotidianamente stiamo tutti perdendo”, prosegue.

“Questa direttiva europea nasce su richiesta dei grandi potentati economici, il signor Bolkestein probabilmente non sa neanche cosa sia un mercato, basta leggere il documento per capire chi ha commissionato l’ingresso nel sistema delle ditte individuali, di grandi cooperative, società di capitali e società a responsabilità limitate – dichiara ancora il rappresentante dell’Aval – la cosa ci spaventa molto perché esiste un’altra direttiva che obbligherà i Comuni a privatizzare e autogestire tutti i beni pubblici. Sarà praticamente
impossibile competere con i giganti monopolistici della grande distribuzione che hanno un solo obiettivo: ‘abbattere l’unico concorrente’ che è rimasto, cioè i mercati rionali”.

Gli ambulanti annunciano che non rimarranno certamente a guardare inermi. “Si preannuncia un autunno caldissimo perché siamo pronti a tutto per impedire la morte dei mercati e la nascita di nuovi poveri, tante saranno le manifestazioni di protesta e certamente in tutta Italia si parlerà di Genova perché scateneremo l’ira di Dio – spiega Occhiuto – E’ stupefacente il fatto che siano stati utilizzati due pesi e due misure, anche le edicole facevano parte della Bolkestein essendo anche loro una concessione comunale, ma loro sono stati tenuti fuori dalla direttiva perché le edicole sono state dichiarate ‘piccoli presidi culturali’. Siamo contenti per loro perché vuol dire che la loro associazione nazionale ha veramente curato gli interessi della categoria; ma non riusciamo a comprendere perché i mercati, che sono nati prima di Cristo e fanno parte della nostra storia e della nostra cultura, non abbiano ricevuto lo stesso trattamento”.

Ed ecco arrivare una proposta. “Chiediamo di dichiarare i mercati ‘patrimonio dell’umanità’, perché nelle piazze dove si svolge questa attività le persone si incontrano, si conoscono, comunicano fra di loro e stando insieme diventano amici e si impara a coesistere – conclude – questa è una parte della nostra cultura che ha generato progresso e ci dice che senza il nostro passato non c’è futuro”.