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Economia

Ansaldo Energia, Siemens annuncia migliaia di tagli, Cisl: “Non vendiamo ai tedeschi, servono ricerca e investimenti”

Ansaldo

Genova. Il futuro di Ansaldo Energia appare sempre più in bilico. L’azienda, che, nelle intenzioni della controllante Finmeccanica, andrebbe ceduta per ripianare l’indebitamento del colosso controllato dal Tesoro, si prepara a mesi sempre più incerti.

L’acquirente più accreditato, la tedesca Siemens, gigante che da lavoro a decine di migliaia di persone sparse nel mondo, intenderebbe tagliare numerosi posti di lavoro. Colpa della crisi e del rallentamento della domanda interna tedesca. I numeri ancora non sono stati stabiliti, ma le prospettive appaiono tutt’altro che rosee.

Si tratta di un annuncio che allarma anche sotto la Lanterna, dove Siemens è già presente con circa 4800 dipendenti e che inquieta anche i lavoratori di Ansaldo Energia. “Noi – spiega Antonio Graniero, segretario Generale Cisl Genova – continuiamo ad opporci alle ipotesi di tagli e acquisizioni. Solo l’Ad Orsi crede ancora alle storielle che l’Ad di Siemens Peter Loescher racconta, facendoci credere che porterà la ricerca a Genova e amplierà l’occupazione sfruttando il differenziale esistente tra il costo del lavoro italo-tedesco”.

“Noi – continua la Cisl – non vogliamo che Siemens dissipi il capitale di sapere e conoscenza di Ansaldo Energia al solo scopo di appropriarsi dei mercati dove oggi la nostra azienda opera con capacità e profitto. La grande Siemens deve constatare che a distanza di dieci anni non è riuscita a “mangiarsi “ la piccola Ansaldo Energia unicamente per le capacità presenti e non certo per gli aiuti dei governi che si sono succeduti, nessuno dei quali ha prodotto politiche industriali di sostegno alle imprese del nostro Paese”.

La richiesta, quindi, è ancora una volta quella di rinunciare a qualsiasi ipotesi di vendita: “Vogliamo che quest’importante azienda rimanga nel perimetro di Finmeccanica e che il Fondo Strategico faccia da ammortizzatore per l’indebitamento del Gruppo in questo critico momento economico. Pensiamo che il piano di rilancio debba passare attraverso investimenti in ricerca e sviluppo per crescita”.

“Bisogna – conclude Graniero – bloccare il disegno distruttivo di Orsi ridisegnando dal punto di vista industriale e non finanziario il futuro di questo grande Gruppo del Paese”.