Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ansaldo Energia, Siemens annuncia migliaia di tagli, Cisl: “Non vendiamo ai tedeschi, servono ricerca e investimenti”

Genova. Il futuro di Ansaldo Energia appare sempre più in bilico. L’azienda, che, nelle intenzioni della controllante Finmeccanica, andrebbe ceduta per ripianare l’indebitamento del colosso controllato dal Tesoro, si prepara a mesi sempre più incerti.

L’acquirente più accreditato, la tedesca Siemens, gigante che da lavoro a decine di migliaia di persone sparse nel mondo, intenderebbe tagliare numerosi posti di lavoro. Colpa della crisi e del rallentamento della domanda interna tedesca. I numeri ancora non sono stati stabiliti, ma le prospettive appaiono tutt’altro che rosee.

Si tratta di un annuncio che allarma anche sotto la Lanterna, dove Siemens è già presente con circa 4800 dipendenti e che inquieta anche i lavoratori di Ansaldo Energia. “Noi – spiega Antonio Graniero, segretario Generale Cisl Genova – continuiamo ad opporci alle ipotesi di tagli e acquisizioni. Solo l’Ad Orsi crede ancora alle storielle che l’Ad di Siemens Peter Loescher racconta, facendoci credere che porterà la ricerca a Genova e amplierà l’occupazione sfruttando il differenziale esistente tra il costo del lavoro italo-tedesco”.

“Noi – continua la Cisl – non vogliamo che Siemens dissipi il capitale di sapere e conoscenza di Ansaldo Energia al solo scopo di appropriarsi dei mercati dove oggi la nostra azienda opera con capacità e profitto. La grande Siemens deve constatare che a distanza di dieci anni non è riuscita a “mangiarsi “ la piccola Ansaldo Energia unicamente per le capacità presenti e non certo per gli aiuti dei governi che si sono succeduti, nessuno dei quali ha prodotto politiche industriali di sostegno alle imprese del nostro Paese”.

La richiesta, quindi, è ancora una volta quella di rinunciare a qualsiasi ipotesi di vendita: “Vogliamo che quest’importante azienda rimanga nel perimetro di Finmeccanica e che il Fondo Strategico faccia da ammortizzatore per l’indebitamento del Gruppo in questo critico momento economico. Pensiamo che il piano di rilancio debba passare attraverso investimenti in ricerca e sviluppo per crescita”.

“Bisogna – conclude Graniero – bloccare il disegno distruttivo di Orsi ridisegnando dal punto di vista industriale e non finanziario il futuro di questo grande Gruppo del Paese”.