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Amt, i sindacati presentano un piano di proposte: “No alla privatizzazione, sì alla fusione con Atp”

Genova. Dopo aver annunciato tagli di ben 5 milioni di euro per evitare il profondo rosso, Amt ha deciso di aprire la via del dialogo e anche oggi pomeriggio incontrerà le organizzazioni sindacali di categoria che, in vista di questo appuntamento, presenteranno un lungo piano di proposte per arrivare a un accordo condiviso entro il 30 agosto.

“L’esperienza della cessione del 41% delle azioni di AMT ad un soggetto privato (Transdev- Ratp) ha dato risultati assolutamente negativi. Facendo un confronto tra le condizioni del 2004 (ante francesi) e del 2011 (post francesi) si rileva infatti che il volume di servizio è calato di quasi 3 milioni di Km/anno; il numero degli autobus circolanti si è ridotto di 130 unità; l’anzianità media del parco bus è aumentata da 9 a oltre 11 anni; il prezzo del titolo di viaggio ordinario è aumentato del 50%; il numero dei dipendenti AMT si è ridotto di circa 700 unità; la ‘svendita’ di Boccadasse e Guglielmetti ha ridotto il valore patrimoniale aziendale di 50 milioni; la cessione a Spim del restante patrimonio immobiliare; il Comune di Genova deve restituire a RATP 24 milioni, oltre a quelli già corrisposti ai Francesi con il sistema delle ‘consulenze'”. Ecco le premesse contenute nel piano di proposte.

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugltrasporti attribuiscono al TPL un elevato valore “sociale”, con tutte le caratteristiche proprie di un servizio “pubblico” e sono, quindi, assolutamente contrarie al processo di privatizzazione di AMT avviato dal Comune di Genova con la Delibera n. 68/2012 del 31 luglio.

“La critica situazione di bilancio (pericolo di liquidazione ex art. 2446 c.c.) e il rischio di erosione del capitale sociale (fortemente ridimensionato dalla cessione degli immobili) sono dovuti alla riduzione dei finanziamenti pubblici (rispetto al 2011 il Comune darà ad AMT 20 milioni in meno, come affermato formalmente dall’Azienda) ed alla scarsa patrimonializzazione della Società – spiegano – Nonostante ciò l’Azienda non ha un euro di debito con le banche e con i fornitori. Nel frattempo è proseguita la normale dinamica dei costi di funzionamento dell’impresa e, ad esempio, la spesa per l’acquisto del gasolio e delle polizze assicurative dei mezzi è cresciuta di circa 6 milioni, mentre il costo del lavoro non cresce dal 2008 (data dell’ultimo aumento del Contratto Nazionale, pari a 60 euro lordi mensili pro capite)”.

Alla luce di tutte queste considerazioni, i sindacati ritengono che nessun piano aziendale potrà risolvere un problema di bilancio dovuto alla riduzione dei finanziamenti pubblici. Pertanto occorre che Comune e Regione, “contestualmente”, garantiscano attraverso l’Accordo di Programma, il Piano Triennale e il Contratto di Servizio risorse certe, adeguate e indicizzate per il servizio di trasporto a Genova.

“Il sindacato ritiene che stante gli attuali momenti di crisi occorra realizzare le ‘economie di scala’ possibili. Allo scopo è necessario procedere speditamente alla fusione tra AMT ed ATP, con notevoli miglioramenti del servizio e significative riduzione di costi, derivanti dalle integrazioni delle reti urbane ed extraurbane e del sistema tariffario, anche in previsione della costituzione della Città Metropolitana – proseguono – Lo stesso vale per un sistema di mobilità “integrato” che preveda i parcheggi pubblici all’interno di AMT. Comunque, ogni recupero di produttività interno rischia di essere vanificato se il sistema di ‘mobilità’ territoriale obbliga i bus AMT ad una bassa velocità commerciale”.

L’incremento della stessa di 1 km/h medio comporterebbe per AMT il risparmio di oltre 4 milioni di euro, ma per rendere possibile il raggiungimento di questo obiettivo il Comune deve realizzare in tempi rapidi un efficace ed esteso sistema di corsie gialle (“corridoi di qualità”).

Un aspetto fondamentale per la dinamica dei ricavi è il contrasto all’evasione tariffaria. “Pertanto, bisogna incrementare l’attività di verifica dei titoli di viaggio, attraverso l’aumento dei turni dedicati (VTV). Anche il controllo e la repressione dell’intralcio nelle corsie gialle, nelle fermate dei bus e nei capilinea, deve essere costante e massiccio, attraverso l’impiego degli Ausiliari del Traffico (ADT). Tra l’altro, in virtù degli accordi già sottoscritti, il costo di 60 Addetti deve essere sostenuto dal Comune”.

La logistica delle rimesse è un altro elemento che condiziona fortemente i costi. “Infatti, dopo la cessione di Boccadasse, le vetture impegnate su molte linee del levante cittadino escono dalle Rimesse Gavette e Mangini, con forti tempi di trasferimento. Occorre quindi reperire idonei spazi dove ricoverare gli autobus che svolgono servizio in quelle zone della città e le relative attività accessorie”.

I sindacati ritengono anche fondamentale “internalizzare” le attività proprie dell’Azienda, oggi affidate in appalto, iniziando da quelle di “manovra” e Volabus. “Inoltre, sarebbe necessario rivisitare l’impostazione oraria del servizio che, nonostante le revisioni effettuate nel corso degli anni, è sempre quella degli anni ’70, dove, ad esempio, dalle 9.00 alle 11.00 gli operai erano in fabbrica, gli impiegati in ufficio, gli studenti a scuola e per strada circolavano esclusivamente pensionati e casalinghe, con una richiesta di servizio molto bassa. Oggi, invece, la domanda in quella fascia oraria risulta molto elevata, mentre circa il 20% dei bus rientrano nelle rimesse”.

Queste sono solo le principali fra le proposte dei sindacati, che ribadiscono che l’eventuale ipotesi d’Accordo dovrà essere sottoposta a Referendum fra tutti i lavoratori e che non sottoscriveranno alcun accordo con AMT se l’azienda non darà completa attuazione a quelli sottoscritti il 7 giugno 2011 e il 17 gennaio 2012.

Infine, ogni eventuale accordo raggiunto con l’Azienda dovrà essere inserito in un più ampio “Accordo Quadro” da sottoscrivere con Regione, Comune e Commissario della Provincia, affinché ognuno di questi soggetti assuma le responsabilità, anche legislative, che gli competono e garantisca, oltre alle risorse necessarie al TPL, le iniziative e le risorse proprie delle sue funzioni.