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Amt, domani nuovo incontro sindacati-azienda, Uil: “Avanti ad oltranza, nessun interesse a far saltare il tavolo”

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Genova. Procedono senza sosta gli incontri per trovare una soluzione alla crisi che attanaglia Amt, l’azienda di trasporto pubblico genovese. In vista dell’appuntamento di lunedì prossimo con la Regione Liguria e della probabile riunione con il sindaco di Genova Marco Doria, i sindacati provano a mettere nero su bianco nuove proposte per risparmiare 5 milioni di euro. Denaro necessario per l’immediata sopravvivenza dell’azienda.

Questa mattina, intanto, ancora un nulla di fatto, dopo la riunione tra vertici di Amt e rappresentanti dei lavoratori: il contropiano presentato dai sindacati è stato valutato come insufficiente dall’azienda, in quanto permetterebbe di risparmiare poco più di 2 milioni di euro.

Si cerca di prendere tempo: la scadenza per arrivare ad un accordo, indicata nel 31 agosto, giudicata dai lavoratori prematura. Possibile, quindi, che si arrivi a trattare fino al 30 settembre. Una eventualità per ora respinta con decisione da Amt e dallo stesso Comune.

“Stiamo scrivendo un nuovo documento contenente le nostre proposte – spiega Antonio Cannavacciuolo, Uil Trasporti. Metteremo in campo proposte capaci, potenzialmente, di far recuperare ben più di 5 milioni. Certamente si tratta di idee che avranno effetto in alcuni mesi, ma è impossibile recuperare i fondi dall’oggi al domani”.

C’è, insomma, secondo i sindacati, bisogno di più tempo per decidere cosa fare. La tensione tra i lavoratori è alta, ma si cerca di calmare gli animi: qualsiasi interruzione della trattativa sarebbe dannosa per entrambe le parti in causa. “Il trasporto pubblico – continua Cannavacciuolo – è un bene sociale. A questo punto rompere le trattative non sarebbe utile a nessuno, anche perchè gli amministratori aziendali potrebbero pensare ad azioni concrete”.

In pericolo, cioè, parte degli stessi salari dei dipendenti di Amt: “Di fatto potrebbero anche mandare una disdetta degli accordi integrativi. Decurate il salario del 30 per cento aprirebbe la conflittualità nella categoria e la strada sarebbe in salita per tutti”.

Tutti tranquilli, almeno per ora: “Non guadagnamo stipendi da ricconi. Alcuni portano a casa 1000 euro al mese. Nè noi nè l’azienda abbiamo comunque interesse a far saltare il tavolo. Stiamo provando a risollevare Amt ma, sia chiaro, non siamo responsabili dell’attuale dissesto”.