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Allarme siccità, agricoltura in crisi anche a Genova, Cia: “In autunno rischio grandinate”

Genova. Se gli incendi boschivi che nell’ultima settimana hanno interessato varie zone della Provincia di Genova hanno lambito solo marginalmente alcuni uliveti, c’è un problema che sta affliggendo gli agricoltori: la siccità.

“Non piove da molto tempo e questo sta gravando soprattutto sulle colture perenni, in particolare uliveti e frutteti – spiega Davide Botto, presidente dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) di Genova – chi deve fare i lavori per il trapianto autunnale è in forte difficoltà, visto che il terreno è totalmente arido e secco. A questo va ad aggiungersi anche il forte vento che nello scorso mese di luglio ha creato non pochi problemi”.

Il rischio, ovviamente, è che le produzioni vengano fortemente danneggiate sia a livello quantitativo che qualitativo. “Per chi ha le vigne, ad esempio, se dovesse piovere ora sarebbe ancora peggio perché ormai è troppo tardi e in alcune zone è già iniziata la vendemmia – continua Botto – poi, speriamo che non arrivino improvvisamente i temporali con grandine e bombe d’acqua. Quello sarebbe il macigno finale”.

I problemi del settore agricolo, comunque, non finiscono qui. Anche se in estate il caro gasolio non influisce quasi per niente, visto che le serre non hanno bisogno di riscaldamento, in inverno tornerà puntuale a gravare sulle spalle degli agricoltori. “Da 2 anni a questa parte il prezzo è lievitato del 130% – prosegue il presidente della Cia – un vero e proprio salasso per chi possiede serre da riscaldare”.

L’intero settore dell’agricoltura, quindi, è in sofferenza. La crisi si fa sentire, ma la Liguria è leggermente meno penalizzata perché quasi tutte le aziende sono medio-piccole, molte a conduzione familiare e soprattutto producono prodotti di nicchia e di alta qualità. “Questo ci consente di risentire meno della crisi rispetto alle grandi aziende che hanno tanti dipendenti – conclude Botto – Riusciamo ad adattarci più facilmente agli eventi, ma è ovvio che se gli acquisti calano perché le persone hanno meno capacità di spesa, ne risentiamo anche noi”.