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Alcol: progetto per combattere l’abuso, Lodi (Pd): “Non solo divieti, cultura e musica per educare al consumo responsabile”

Genova. Non solo ordinanze, non solo repressione. Il Partito Democratico genovese interviene su uno degli argomenti più caldi in città: il consumo di alcol, senza regole e per strada. Abitudine diffusa, alla base del degrado che interessa alcune zone cittadine. Palazzo Tursi è intervenuto con un’ordinanza che vieta la vendita di alcolici nel quartiere di Sampierdarena e sta pensando di estendere il provvedimento ad alcune zone del centro storico.

Ora, però, il Pd propone un progetto, da realizzare in rete con associazioni e servizi sanitari, per combattere il fenomeno ed aiutare chi, caduto nella dipendenza, a bere proprio non può rinunciare. “E’ ormai evidente – spiega la presidente della Commissione Welfare, Cristina Lodi – che le ordinanze sono utili, ma la loro efficacia viene vanificata se non sono accompagnate dalla creazione di una cultura del bere”.

“Il nostro compito – continua – come partito e come commissione consiliare, è dare priorità a questo tema avviando un progetto di informazione e conoscenza sulle problematiche legate all’alcol.
Non possiamo limitarci ai divieti. Dobbiamo anche far passare nuove idee, sfruttando anche il periodo estivo, in grado di sviluppare eventi culturali e musicali dove la vendita di alcolici non costituisca l’elemento preminente”.

Importante, allora, il coinvolgimento di più attori sociali, dalle famiglie alle associazioni: “Le risorse per la prevenzione sono poche. Ma organizzando un progetto insieme a tutte le associazioni impegnate nel settore e ai servizi sanitari specifici, possiamo dare una risposta concreta a questo tipo di problemi che stanno distruggendo la vita di tante famiglie”.

“Le azioni che verranno messe in atto – conclude il capogruppo del Pd, Simone Farello – non dovranno poi penalizzare il tessuto commerciale che ha dimostrato, anche in situazioni difficili, di poter essere un primo fronte di prevenzione e di diffusione di una cultura sana dello stare insieme. Come sempre il problema è la cultura delle regole e della legalità”.