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Terminal rinfuse, la preoccupazione dei sindacati: “Forte rallentamento dei traffici”

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Genova. Un comunicato unitario per “mettere in evidenza ciò che sta accadendo ai lavoratori del terminal Rinfuse e della compagnia Pietro Chiesa. Negli ultimi tempi l’attività del terminal Rinfuse ha avuto un forte rallentamento – scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil – molte navi che prima facevano scalo a Genova adesso vengono dirottate verso altri porti. Se è vero che uno dei motivi dell’abbattimento del tonnellaggio sbarcato è da ricercarsi nella diminuzione dell’operatività della centrale elettrica, gran parte delle colpe però va individuata nelle politiche del terminalista, il quale ha più volte disatteso i richiami delle amministrazioni pubbliche e delle OO.SS., volti a porre il terminal nelle condizioni operative necessarie previste della normativa vigente in tema di ambiente e salubrità dei luoghi di lavoro (basti ricordare che è dovuta intervenire la magistratura)”.

Secondo i sindacati “Sono necessari interventi strutturali in banchina, nei magazzini e nei mezzi operativi: è da diverso tempo che le scriventi OO.SS e non solo intimano al terminalista di porre in essere tutte le misure necessarie affinché il terminal sia reso competitivo. I diversi incontri svoltisi con l’azienda sui temi del lavoro e degli interventi manutentivi di cui sopra si sono rilevati, per noi, insoddisfacenti. Già da gennaio di quest’anno i sospetti di un disimpegno della Terminal Rinfuse Italia sul terminal di Genova erano tangibili, ma solo nel mese di luglio l’azienda ha palesato alle organizzazioni sindacali la sua volontà di vendere il terminal di Genova, per il tramite di una comunicazione alquanto generica”.

“Da parte dell’azienda neppure a fronte della delibera del comitato Portuale, attraverso la quale si iniziano le procedure di revoca della concessione alla Terminal Rinfuse Italia, vi è stato alcun tipo di segnale. Indiscrezioni trapelate sui media danno per avviata una trattativa di cessione del terminal di Genova al socio di minoranza di T.R.I.: abbiamo chiesto in merito delucidazioni, ma tutto tace”.

“In tutta questa triste vicenda per il Porto e la Città chi più sta soffrendo – dicono i sindacati confederali – sono i circa 80 lavoratori (tra operatori diretti di T.R.I. e della compagnia Pietro Chiesa) che operano sulle aree del terminal rinfuse, ormai da diversi mesi in cassa integrazione. Per non parlare delle ricadute sull’indotto. Non possiamo aspettare oltre: le navi vanno verso altri porti e non sarà facile riportare le rotte su Genova: non siamo disposti a morire di inedia in attesa di chissà quale evento”.

“Chiediamo all’Autorità Portuale di Genova un maggiore impegno affinché la vicenda si concluda positivamente per i lavoratori. Per tutte le motivazioni di cui sopra a breve daremo inizio ad una serie di azioni di protesta, volte a sensibilizzare la comunità Portuale, le istituzioni e l’opinione pubblica sulla vicenda e sullo scempio che sta avvenendo alla spalle dei lavoratori del terminal rinfuse e della compagnia Pietro Chiesa”.