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Tanti ex di Genoa e Sampdoria ad Albenga per dare “un calcio alle macerie” e raccogliere fondi per i terremotati

Albenga. Albenga, Loano e Alassio hanno dato un calcio alle macerie, portando sugli spalti dello stadio Annibale Riva circa cinquecento persone, giunte per assistere al triangolare tra le squadre Arbenga, Löa United e Real Moglio ma soprattutto per vedere i tanti volti noti che hanno prestato la loro immagine alla causa. La serata, infatti, aveva sfondo benefico, con lo scopo di raccogliere fondi per il paese di Mirandola, recentemente colpito dal terremoto.

I comuni di Albenga, Loano e Alassio, insieme alla Provincia di Savona, hanno dato il loro contributo organizzativo, in collaborazione con la sezione di Albenga della Protezione Civile, i Fieui di Caruggi, la Fondazione Coldiretti Giovani Impresa Savona e il Leo Club Albenga.
“Un calcio al pallone, per sgomberare anche le macerie di Mirandola – dichiara Rosy Guarnieri -. grazie alla generosità di tutti quelli che parteciperanno a questo torneo. Questo ci permetterà di aiutare a creare il domani di Mirandola”.

“Loano anche in questa occasione ha risposto favorevolmente – afferma Luigi Pignocca -. Abbiamo tanti amici che parteciperanno come giocatori che ci hanno coinvolto e abbiamo ben accolto questa iniziativa. Noi abbiamo aderito anche ad altre iniziative. Ad esempio quest’anno non faremo i fuochi di Ferragosto e destineremo i soldi ad un paese del Mantovano. Ci sembrava corretto partecipare anche a questa iniziativa”.

“Si tratta di una grande iniziativa fatta da un gruppo di amici di Albenga, Loano e Alassio – sottolinea Angelo Vaccarezza -. Qui ci sono tanti giovani, amministratori, ex giocatori. Un po’ tutti gli appassionati del mondo del calcio per dare un calcio alle macerie. Ci sono state tante collaborazioni, in particolare fanno piacere quelle di Genoa e Sampdoria. Quello di stasera è un bel modo di fare solidarietà perché dimostra che anche un mondo che spesso viene criticato per non saper seguire i valori, se sollecitato dà buona prova di sé. E stasera – conclude scherzando – le maglie della Sampdoria saranno pagate più di quelle del Genoa, com’è giusto che sia”.

Mario Beretta, Giuseppe Sannino e Sergio Viganò hanno “allenato” le tre formazioni, dall’alto della loro esperienza. Sul campo si sono sfidati giocatori locali affiancati da affermati calciatori quali Marco Carparelli, Massimo Carrera, Fabio Gallo, Luigi Gualco, Claudio Onofri, Paolo Ponzo, Gennaro Ruotolo, Ferdinando Signorelli, Fabio Vignaroli. A dare il calcio d’inizio, in veste di ospite d’eccezione, il giovane attaccante del Milan Stephan El Shaarawy. Ad arbitrare Davide Massa, fischietto imperiese che, proprio nei giorni scorsi, è stato promosso in Serie A.
“Sono venuto apposta perché mi ha chiamato il mio amico Buttu – afferma Giuseppe Sannino -, che conosco da tanti anni. E’ un qualcosa di speciale perché giocare una partita per ricordare il disastro del terremoto è importante per stare vicino a queste persone che soffrono ancora, perciò sono venuto volentieri. Vedo anche tanti amici. Per me il calcio è anche quello che vedo stasera: questi ragazzini che giocano che secondo me sono la cosa più bella. Vedere i giovani che corrono dietro un pallone è la benzina del domani del calcio. Bisogna far crescere questi ragazzi con dei valori che secondo me sono stati perduti ma ora bisogna ritrovarli, perché soltanto con qualità morali e non solo tecniche si possono raggiungere i grandi obiettivi”.

“E’ un bel ‘disturbo’ questo, perché è per una causa nobile. Non ci ho pensato e ho aderito molto volentieri – spiega Mario Beretta -. Credo lo abbia sempre dimostrato e lo dimostri anche stasera: appena c’è bisogno di fare qualcosa per la gente che soffre, il calcio è sempre pronto”.

“Quando ci sono queste partite per aiutare delle persone siamo i primi a scendere in campo e lo facciamo volentieri” afferma Massimo Carrera. “Le vacanze per queste cose non esistono e poi per quanto mi riguarda faccio più partite da quando ho smesso di giocare che quanto ero professionista – dice Marco Nappi -. Sono cose belle e la cosa importante è sensibilizzare la gente e cercare di far qualcosa per chi ne ha bisogno. Poi è sempre bello ritrovare ex compagni di squadra per una causa importante come quella di oggi”.

“Mi fa molto piacere tornare qui in mezzo a questa gente – afferma Stephan El Shaarawy -. Qui ad Albenga, in passato, ho fatto qualche torneo”.