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Tagli del governo alla sanità, Quaini (Idv): “Strategia chirurgica per distruggere la sanità pubblica”

Regione. Sui tagli alla sanità decisi dal governo Monti nell’ambito della spending review, interviene il presidente della commissione regionale sanità stefano Quaini: “Ogni commento relativo al piano ventilato dal governo Monti in materia di taglio di strutture ospedaliere al di sotto dei 120 posti letto e’ ovviamente superfluo: siamo dinanzi non alla follia, ma ad una strategia minuziosa e chirurgica di distruzione in tempi veloci dello stato sociale e della sanità pubblica in Italia come da tempo sostiene il nostro partito”.

“Il governo continua a sbagliare strada – dice il consigliere Idv – a rafforzare i privilegi dei ricchi e a portare sempre più al collasso i poveri. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di rivedere e tagliare la spesa pubblica, razionalizzandola, ricorrendo a tagli contro i costi della politica, alle spese militari, agli enti inutili e alle consulenze scellerate in ogni ambito. Trasparenza, efficienza ed una sana gestione della ‘cosa pubblica’ sono i principi cardine per un’economia in crescita e sana”.

“Non assisteremo passivamente a questa macelleria sociale – afferma Quaini – e attueremo ogni azione politica per difendere la sanità pubblica, in particolar modo non riteniamo più accettabili tagli indiscriminati per una Regione come la Liguria in cui l’età avanzata della popolazione e la demografia imporrebbero ben altri interventi. Sulla rete di Emergenza ligure apriremo un confronto nella prossima direzione di partito, analizzando attentamente i risvolti concreti delle scelte da attuare e prendendo le distanze dal piano di Monti e da quelle forze politiche che localmente sobillano i cittadini (PDL), mentre a Roma sono i freddi esecutori di una manovra che inciderà pesantemente sull’assistenza e sulla sicurezza. Di certo faremo le nostre considerazioni e se le mediazioni raggiunte non saranno accettabili in termini di qualità dell’assistenza e rischio clinico non avalleremo scelte che riteniamo inique e figlie di una politica romana che mette la pistola alla tempia delle Regioni”.