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Spending review, le Regioni incontrano Monti, Montaldo: “In Liguria siamo sul filo, la sanità non può reggere”

Regione. La sanità è uno dei settori che preoccupa maggiormente la Regione Liguria e domani sarà proprio questo uno degli argomenti caldi che verrà affrontato durante l’incontro con il presidente del consiglio Mario Monti, in cui le Regioni discuteranno del decreto sulla spending review.

“Nella gestione dei temi concorrenti non c’è dialogo sulle questioni che sono oggetto di discussione, quindi c’è un grande tema di funzionamento del nostro assetto costituzionale – ha esordito oggi l’assessore Claudio Montaldo durante la riunione di maggioranza sulla sanità – Il secondo punto è il merito. Avevamo detto al governo che gli 8 miliardi di riduzione previsti da Tremonti erano insostenibili per il sistema sanitario e il fatto che non si sia affrontato questo quadro è la ragione per cui è stato bloccata la discussione e il rinnovo del patto per la salute”.

Le Regioni avevano posto come condizione che si andasse a ridiscutere senza vincolo sulla testa degli 8 miliardi di riduzione. “Anche nella discussione della settimana scorsa con il ministro della Sanità, che ha fatto da intermediario con Monti, abbiamo chiesto di ragionare su come recuperare il miliardo per il 2012 e poi di discutere su che cosa fare per il 2013 e il 2014. In realtà il miliardo, più 2, più 2, si va a sommare ai 2,5 più 5, 5 miliardi previsti da Tremonti e a questi bisogna sommare gli effetti della misura sugli ammortamenti e quindi andiamo ad oltre 20 miliardi di riduzione. Il sistema sanitario non può reggere”, ha proseguito Montaldo.

L’assessore ha poi parlato di misure inique. “Qui entriamo nel terzo punto, perché tagliare il 5% sui beni e servizi non sanitari e tagliare l’1% sui convenzionamenti è cosa diversa per il Lazio dalla Liguria. Noi che abbiamo fatto un lavoro di contenimento dei convenzionamenti, infatti, andiamo a togliere risorse su una quota più bassa del 50% rispetto a quella del Lazio”.
“Su questi punti il governo è disposto a discutere, ma l’incontro deve avere un valore più strategico, ossia anche il coinvolgimento delle Regioni, necessario per una riforma corretta che deve avvenire in questo momento”, ha continuato Montaldo.

Parlando di dati prettamente liguri. “Se proviamo a pesare la nostra quota capitaria con gli anziani abbiamo comunque dei margini dati dal confronto interno alla Liguria. Se con meno di 1800 euro gestisco la sanità a Imperia, a Genova ne servono 2200. questo sicuramente significa che nelle aree metropolitane c’è più complessità, ma che comunque si spende molto di più. Il nostro disegno oggi, quindi, è quello di andare a provare ad avere quota capitaria più ravvicinata e per farlo bisogna spingere la riorganizzazione”.

“Credo che fino ad ora non abbiamo fondamentalmente negato servizi ai cittadini, gli andamenti delle fughe sono più o meno costanti e resta il fatto che abbiamo cercato di migliorare l’appropiatezza ha detto ancora l’assessore – Sul fronte amministrativo abbiamo già fatto abbastanza, cioè chiuso due aziende ospedaliere e la terza unificata (Villa Scassi, Santa Corona e Ist). Questo ci ha consentito di spendere meno ed è stato ciò che ci ha salvato. Il servizio regge su un filo sottilissimo, dovendo fare i conti con la difficoltà data dal personale, la cui disponibilità è grande, ma oltre a una certa soglia non può andare. Per far fare le ferie, ad esempio, dobbiamo per forza chiudere qualche reparto o accorparlo, ad esempio geriatrie e chirurgie”.

Insomma, una situazione tutt’altro che rosea, che spiega chiaramente l’importanza dell’incontro di domani.