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Spending review, a rischio trasporti e sanità, Burlando: “Non si può continuare a fare tagli lineari”

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Regione. Il quadro della situazione, alla luce dei tagli previsti dal governo, a livello locale è drammatico. Domani le Regioni incontreranno il presidente del Consiglio Mario Monti alle 18, non prima di una riunione tra i vari Governatori.

“Il pressing su Monti ha provocato l’incontro – ha spiegato oggi Claudio Burlando durante il vertice di maggioranza in Regione per fare il punto sulla situazione – Domani alle 15 ci vediamo con gli altri presidenti e alle 18 con il Premier Monti”. Ma se l’incontro precedente è stato definito di “cortesia”, l’auspicio di Burlando è che domani si entri davvero nel merito.

Per la Liguria ci sono due “Piave”, ha detto Burlando usando una metafora di guerra: “evitare di fermare bus e treni che per noi significa fermare un’intera regione, visto l’afflusso dei pendolari, il calo di utilizzo delle autostrade e l’uso del mezzo pubblico in città”. E poi c’è la sanità.

“Siamo a metà tra il gruppo delle otto Regioni che vanno a picco, come Sicilia, Abruzzo, Molise, Puglia, Lazio, Campania e Piemonte – ha elencato il Governatore – e quello delle altre nove che si salvano”. A metà del guado perché la Liguria è in equilibrio contabile ma non di bilancio.

“Lasciando perdere la manovra Monti dobbiamo provare a metterci a posto prima della spending review per il 2013 – ha sottolineato ancora Montaldo- la nostra è una Regione particolare: non siamo speciali, né grandi. Non siamo sud e neanche ricchissimi come l’Emilia. Proveremo ad arrivare a una mediazione, ma non so quale”.

I dati parlano chiaro: il decreto legge prevede un taglio di posti letto, da 5658 a 4850, che per la Liguria significano 808 posti in meno. “Metà di quelli che devi tagliare li puoi trasformare in posti meno costosi, ma per l’altra metà non c’è scampo”. A questo punto la grande scelta “è provare a nuotare forte per non essere presi dal gorgo fiscale, sapendo che un po’ di acqua si becca sempre, oppure ci facciamo travolgere stabilendo che il debito che fa la politica fiscale e non viceversa. Dopo di che accettiamo tutte le proposte, anche quelle di guerra. Siamo qui, non ci sono luoghi inviolabili. Siamo arrivati a un punto drammatico, domani la discussione sarà quanto tagliare non se”.

Burlando andrà a Roma dati del rendiconto alla mano. “Abbiamo tagliato 100 milioni in un anno di spese regionali, su meno di 1 miliardo vuol dire che se il Governo non aumenta l’Iva dobbiamo mettere noi Irpef e Irap”. Anche se, ha ricordato Burlando “entrare nel circuito della decrescita vuol dire essere rovinato lo stesso, anche se si abbassa lo spread. Il paese ha appena pagato 9 miliardi di Imu, le accise sono spaventose, non si può continuare a tagliare linearmente”.

“Io proverei a stringere ancora – ha concluso il governatore prima di passare la parola agli interventi dei consiglieri di maggioranza – poi misureremo la cosa con altre regioni anche con atti forti, non è possibile andare al 5% sulla sanità, non c’è paese al mondo”. Altrimenti il destino della Liguria sarà finire nel gruppo delle otto regioni a picco, accompagnato o commissariato.