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Sito turistico Gambatesa chiuso da quattro mesi, Chiesa: “Danno incalcolabile per il turismo” foto

Regione. Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamane un’interrogazione urgente al presidente della giunta regionale, Claudio Burlando, per sapere quali iniziative intende intraprendere affinché, in tempi brevi e certi, sia assicurata la visita in galleria del museo minerario di Gambatesa.

Nel marzo scorso a seguito della comunicazione da parte della società Silma alla Regione della cessazione dell’attività mineraria a Gambatesa, il consiglio direttivo dell’Ente Parco Aveto assumeva la decisione di sospendere le visite in galleria.

A causa della cessazione dell’attività estrattiva non sussistono più le condizioni normative per permettere l’accesso al pubblico su responsabilità del direttore della miniera e occorre pertanto e prioritariamente far valutare le condizioni di sicurezza dei visitatori del museo minerario.

“Il protrarsi della chiusura nella stagione estiva rappresenta un duro colpo per il turismo dell’intero Tigullio e in modo particolare per le attività economiche e commerciali della Val Graveglia – ha affermato Chiesa – In passato la Regione Liguria ha investito oltre 2 milioni di euro al fine di assicurare il funzionamento del sito turistico minerario di Gambatesa uno dei più importanti della provincia di Genova”.

Nel 2009 l’ente Parco Aveto grazie ad un finanziamento della Regione Liguria pari a 650 mila euro ha acquistato dalla società Silma il sito minerario di Gambatesa nel Comune di Ne.

Da anni il sito in questione veniva adoperato due volte alla settimana per l’attività estrattiva del manganese mentre, grazie all’ausilio dei minatori in veste di guide, funzionava nelle restanti giornate quale polo turistico didattico da ritenersi, per il numero di visitatori annui, tra i più importanti dell’intero comprensorio.

Chiesa chiede inoltre a Burlando di conoscere se al momento della stipula dell’acquisto della miniera di Gambatesa da parte di Silma l’accordo prevedeva il mantenimento dell’attività estrattiva giusto per assicurare anche l’accesso dei visitatori in galleria.

“Interventi realizzati recentemente e ancora non ultimati presentano già i segni dell’usura – sottolinea Chiesa – la mancata fruizione delle “casermette” rappresenta un ulteriore duro colpo all’immagine turistica del Parco dell’Aveto, inoltre l’ente non ha ancora provveduto a predisporre il bando per la gestione della struttura”.

Il consigliere ha infine evidenziato lo stato in cui versano diversi rifugi a cominciare da quello di Gambatesa che pur essendo stato ristrutturato, arredato e inaugurato nel 2009, a fronte di finanziamenti pari a 800 mila euro, non è mai entrato in funzione.

“Insomma di fronte a responsabilità precise da parte dell’Ente Parco Aveto – prosegue Chiesa – non escludo di chiedere alla Regione un possibile commissariamento, tale proposta non è stata ancora avanzata in virtù del fatto che l’attuale presidente è in carica soltanto da pochi mesi. Ho inoltre intenzione di presentare delle modifiche alla legge regionale 12/2012 sulla disciplina delle attività estrattive al fine di riuscire a riaprire in tempi brevi la miniera di Gambatesa”.