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Senza tetto, le proposte di don Farinella: “Un fondo di solidarietà e un immobile del Comune da affidare al volontariato”

Genova. Il problema dei poveri a Genova “non si risolve ripulendo la città, i senza tetto non sono spazzatura, sono individui che non ce la fanno più e hanno tutto il diritto di essere aiutati per ritrovare una dimensione di vita”. Lo ha detto questo pomeriggio a palazzo Tursi don Paolo Farinella, prete del centro storico, durante la commissione consiliare Welfare convocata per discutere la situazione delle persone senza dimora in città.

“La nostra parrocchia è diventata sussidiaria all’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Genova perché i distretti sociali sono senza soldi e mandano i poveri da noi – ha affermato don Farinella – il Comune di Genova ha circa 6 milioni in meno a bilancio di quanto previsto per il sociale”.

“Molti dei nostri senza dimora ricevono da Arte la casa popolare, ma non hanno la pensione, o la pensione da 250 euro, oppure non hanno i soldi per pagare l’affitto e le utenze – ha detto il parroco – quindi noi ci dobbiamo fare carico dell’allaccio delle utenze, dell’affitto in deposito, sapendo che dopo pochi mesi di miraggio perderanno la casa”.

Don Farinella ha chiesto al Comune di Genova l’istituzione di “un fondo di solidarietà privato-pubblico per aiutare i senza tetto” e “un caseggiato per i senza dimora da affidare alle associazioni di volontariato sparse per il territorio”.