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Sentenza Diaz, il regista Daniele Vicari: “Ciò che emerge è la sconfitta delle istituzioni”

Roma. “La conferma delle condanne e l’interdizione dai pubblici uffici dei funzionari di polizia che nel 2001 ordinarono e consentirono il massacro alla scuola Diaz dimostra la serietà di un processo, e il grande impegno svolto dagli avvocati delle parti offese, ma in verità c’e’ poco da festeggiare: la vicenda rimane una pagina buia e una sconfitta per tutti, soprattutto per le istituzioni perché la condanna arriva a 11 anni dai fatti”.

Così Daniele Vicari, il regista del film ‘Diaz’ ha commentato la sentenza di ieri. Per Vicari “è arrivato il momento di aprire un’altra pagina, quella della riflessione e del confronto sui temi
fondamentali e dei diritti dell’uomo. Va riconsiderata, ad esempio, l’ipotesi di introduzione del reato di tortura. Ma c’e’ un altra cosa che va sottolineata con forza: ovvero in questi 10 anni si sono dimenticati in questo paese i diritti. Questa è stata, ed è innegabile, una responsabilità delle istituzioni, dei partiti politici che hanno sottovalutato la situazione, ma non solo. Mi spiego meglio: quei dirigenti di polizia andavano puniti allora. Alcuni oggi ricoprono altri ruoli ai vertici. E allora viene da chiedersi se tutto questo non sia ancora piu’ osceno”.

“Con il mio film ho riportato all’attenzione degli spettatori uno di quei fatti indecenti che hanno determinato la nostra storia. In quelle ore cadde la democrazia, ho intrapreso questo progetto affinche’ non accada piu”.