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Sentenza Cassazione sulla Diaz, le vittime: “Ora i poliziotti se ne devono andare”

Roma. Emozione e soddisfazione, anche se non fino in fondo. La sentenza della Cassazione sulla Diaz che ha confermato poco fa le condanne per i vertici della polizia, ha spazzato via i timori delle ultime ore e ha consegnato alle vittime delle violenze, alle parti civili e ai rispettivi avvocati “un po’ di giustizia”.

“C’è un po’ di giustizia – ha commentato Lorenzo Guadagnucci, il giornalista picchiato selvaggiamente durante l’irruzione alla Diaz e fondatore del Comitato Verità e Giustizia – la verità l’avevamo già”. La Cassazione secondo Guadagnucci “ha dimostrato la sua indipendenza, così come va dato merito ai Pm di aver combattutto contro tutto e tutti e contro le ostilità palesi di polizia e istituzioni, in senso lato”. E proprio sul silenzio di queste ultime si è alzato il velo delle critiche maggiori. “E’ mancato l’intervento delle istituzioni che hanno di fatto avvallato un comportamento irresponsabile dei vertici – ha detto poi – siamo stati ignorati e derisi quando abbiamo chiesto la sospensione dei poliziotti accusati dal servizio. Ora il ministro dell’Interno, di allora e di oggi, dovrebbe prendere immediate conseguenze”.

La voce rotta dall’emozione, Vittorio Agnoletto, allora portavoce del Genoa Social Forum, ha definito la sentenza “un atto importante data la difficoltà dei magistrati” su cui è “pesato il ricatto di decapitare vertici di polizia promossi dalla politica”, ma ha detto Agnoletto “hanno applicato la legge e lo hanno fatto”. Ora “i poliziotti se ne devono andare, lo dico con chiarezza, anche il numero uno. Almeno sul piano etico e morale Gianni De Gennaro non ha impedito quello che è accaduto”.

“Giustizia è fatta: ci sono voluti 11 anni per arrivare a questo verdetto e la Cassazione è stata coraggiosa. Mai, nelle democrazie occidentali, si è arrivati ad una condanna per funzionari della Polizia di così alto livello”, ha commentato così l’avvocato Emanuele Tambuscio, legale di alcune delle persone picchiate alla Diaz. “La catena di comando è stata condannata e questo è un grande risultato, rimane però il dato di fatto che quella notte alla scuola Diaz è stata una pagina nera per la democrazia italiana e il Parlamento non ha nemmeno fatto una Commissione di inchiesta per individuare le responsabilità politiche”, ha concluso l’altro legale Francesco Romeo.