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Sentenza Cassazione Diaz, il procuratore generale Monetti: “Italia inadempiente rispetto al reato di tortura”

Genova. Ventennale dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino e anniversario (l’undicesimo) dei fatti del G8, a pochi giorni fra l’altro dalle due sentenze emesse dalla Corte di Cassazione. “E’ una coincidenza in cui io vedo un unico segno comune – ha detto il procuratore generale Vito Monetti – la Costituzione della Repubblica, lo stato di diritto e il funzionamento delle istituzioni, che devono tutelare i cittadini contro qualsiasi forma di potere, in particolare quello criminale”.

“Lo Stato deve essere presente in tutte le situazioni, deve poter guardare al suo interno criticamente, sia per proteggere i cittadini, sia per evitare che succedano cose incresciose come quelle per cui sono recentemente intervenuto in una recente sentenza della corte di cassazione”.

Con riferimento all’anniversario della strage di via d’Amelio Monetti ha detto: “Bisogna insistere, non si deve abbassare la guardia ma bisogna diffondere la cultura della legalità e le istituzioni devono raddoppiare lo sforzo e concentrarsi maggiormente sui casi di criminalità gfrave che mettono in discussione l’esistenza dello Stato”.

Poi Monetti è tornato a parlare del G8 e di ciò che resta di quei difficili giorni: “La città di Genova sta vedendo riconosciute, da decisioni giurisdizionali, una serie di situazioni che avevano creato una lacerazione drammatica all’interno della città, tutto questo sta trovando il riconoscimento e la sanzione che spetta alle istituzioni dare”.

Sulle sentenza Diaz, però hanno pesato fortemente i tempi di prescrizione: “Il problema della prescrizione riguarda l’Italia e siamo stati redarguiti dalla Corte dei Diritti dell’Uomo, abbiamo delle leggi che tutti sappiamo essere cambiate in materia di prescrizione nel corso degli anni: ci sono alcuni delitti che non sono ancora nel novero delle leggi italiane, in particolare il delitto di tortura. Su questo esiste una convenzione che l’italia ha firmato ma rispetto alla quale siamo inadempienti. E la tortura è un reato imprescrittibile. Spero che il legislatore al più presto introduca in Italia questo reato”.