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Sentenza Cassazione Diaz, Agnoletto: “Parole De Gennaro simili a quelle di capobanda”

“Nelle parole dell’ex capo della polizia non c’è nemmeno l’ombra delle scuse che, se pur solo formalmente, ha chiesto il suo successore Manganelli”. E’ uno stralcio del duro commento di Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum durante il G8 del 2001 a Genova, alle dichiarazioni di Gianni De Gennaro rese note oggi a tre giorni di distanza dalla sentenza della Cassazione che giovedì ha confermato le condanne per i poliziotti coinvolti nel pestaggio alla Diaz.

“Le parole di De Gennaro sono opposte a quelle che ci si dovrebbe aspettare da un uomo che ha giurato di servire le istituzioni e che oggi rappresenta il governo – spiega Agnoletto – sono parole molto più simili a quelle di un capobanda che, dopo aver subito una sconfitta, resta consapevole dell’enorme potere di cui ancora dispone”.

De Gennaro, secondo Agnoletto “con arroganza rivendica ogni cosa e sfottendo i giudici osa addirittura affermare, che tutto si è svolto secondo la Costituzione, lui che a Genova nel 2001 era il capo della polizia e quindi il responsabile della gestione dell’ordine pubblico”.

“Nemmeno una critica -rileva Agnoletto – verso i dirigenti di polizia condannati per reati estremamente gravi, ai quali va anzi la sua solidarietà. La stessa solidarietà in nome della quale per undici anni i vertici della polizia hanno cercato di impedire l’azione dei pubblici ministeri e di bloccare i
processi. Per tutti gli altri resta solo un generico dolore; nemmeno un accenno alle vittime della violenza provocata dai suoi sottoposti”.

“In qualunque altro Paese europeo De Gennaro sarebbe stato sospeso dall’incarico già nel 2001; è inaccettabile – conclude – che resti al governo nel silenzio colpevole di tutto il parlamento”.