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Sanità, interrogazione di Siri sul servizio dialisi del San Martino

Regione. Aldo Siri, capogruppo regionale della Lista Biasotti, ha presentato un’interrogazione all’assessore Montaldo per avere chiarimenti circa le condizioni in cui vengono assistite le persone dializzate presso l’ospedale San Martino a Genova.

“Intendo rappresentare – specifica Siri – la voce di un gruppo di pazienti emodializzati in terapia presso il complesso ospedaliero San Martino a Genova. L’emodialisi è una terapia fisica sostitutiva della funzionalità renale somministrata a soggetti nei quali essa è criticamente ridotta. L’argomento è estremamente delicato in quanto riguarda persone che, di fatto, per mantenersi in vita devono andare in ospedale e sottoporsi a questo procedimento con una frequenza di 3 giorni settimanali (ogni 48 ore) con sedute di oltre 4 ore ciascuna”.

“Mi sembra evidente che per i pazienti emodializzati è quindi importante anche il contesto in cui vengono assistiti – aggiunge Siri – poiché, assorbendo gran parte della quotidianità dei malati, è necessario rispettare anche l’aspetto psicologico degli stessi, offrendo adeguati locali e cercando di mantenere costanti i compagni di trattamento ed il personale medico coinvolto al fine di favorire la creazione di rapporti confidenziali”.

Con queste premesse, afferma il consigliere afferma di aver preso atto con disappunto “di quanto denunciato dai malati della clinica nefrologica del Dimi – San Martino, ovvero che a partire da settembre 2011 quello che per anni è stato un affiatato gruppo di persone composto da stimato personale medico e pazienti è stato letteralmente smembrato dall’Asl 3 in nome della razionalizzazione dei costi: parte dei pazienti è finita in terapia presso il monoblocco – prima in un corridoio ricavato dalla corsia nefro dello stesso, con carrelli e macchinari che ingombravano il passaggio dando un pesante senso di precarietà, poi trasferiti in stanze che, sebbene più attrezzate, non risulterebbero ancora adeguate”.

“Inoltre, fatto assai grave – denuncia Siri – in questa attuale caotica disposizione spesso mancherebbe la disponibilità della stanza per acuti, di vitale importanza per chi ne dovesse avere necessità. Coloro che sono rimasti in terapia presso il Dimi, peraltro convinti di essere anch’essi trasferiti a breve, hanno ugualmente subito un radicale stravolgimento negli orari della terapia, a causa della soppressione del turno serale con il passaggio al turno della mattina: le conseguenze devastanti sul fisico di questo cambiamento possono essere evidentemente comprese solo da chi è sottoposto a dialisi”.

“Senza dimenticare, poi, gli aspetti pratici di una simile variazione, specie per coloro i quali, non potendosi mantenere unicamente con la misera pensione di invalidità, devono lavorare ed il nuovo orario li obbliga a chiedere continuamente permessi lavorativi Chiederò all’Assessore – conclude Siri – la reale valutazione di economicità del provvedimento, per di più se rapportata alle già penalizzanti condizioni di coloro che lo subiscono. E spero proprio di non scoprire che corrispondono al vero le voci inerenti un ridimensionamento del servizio che attualmente permette gli spostamenti dei dializzati mediante ambulanze”.