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Sanità, i sindacati chiedono certezze su non autosufficienza e cronicità: “La Regione riorganizzi l’esistente”

Liguria. I pensionati liguri chiedono certezze su non autosufficienza e cronicità. Oltre ai “nuovi intollerabili tagli dei finanziamenti per la sanità” decisi dal Governo anche la Regione Liguria, pur decidendo una razionalizzazione dell’esistente” in materia di non autosufficienze e cronicità, “ha le sue responsabilità perché spesso si è arresa alle resistenze di certi primari, alle indisponibilità dei medici, a campanilismi miopi e alle resistenze passive di un modello superato”.

Così i sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil hanno avviato la discussione unitaria sul Fondo regionale per la non autosufficienza e la cronicità. La Liguria, regione con il maggior numero di anziani in Italia, “vede farsi sempre più concreta la prospettiva di essere la regione in cui si sperimenta il fallimento della possibilità di affrontare con successo l’invecchiamento della popolazione” ha detto Anna Giacobbe, dello Spi-Cgil che ha preso parte a una conferenza stampa con Gianfranco Lagostena (Fnp Cisl) e Ezio Avanzino (Uilp Uil).

Giacobbe ha richiamato i punti essenziali della piattaforma presentata alla Regione tra i quali gli ‘ospedali di distretto’, un maggior coinvolgimento dei medici di famiglia “che dovranno modificare il modo di operare e gli orari”, sostituire piccoli ospedali con servizi utili, integrare servizi sanitari e interventi socio – assistenziali, programmare terapie e controlli per le malattie croniche. “La Regione si rifiuta di capire che è arrivata l’ora di ‘costringere’ le diverse parti del sistema a lavorare insieme – ha detto Giacobbe – e che per fare questo è necessario un uso diverso del Fondo per la non autosufficienza”.