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Sanità e spending review, i sindacati: “La Liguria può farcela senza nuove tasse”

Regione. “Chiediamo alla Regione Liguria di procedere con più decisione nel percorso della riorganizzazione profonda del servizio sanitario regionale, superando la logica ancora presente del giorno per giorno: i tempi dei compromessi al ribasso sono stati travolti dalla crisi che stiamo attraversando”.

Lo comunica il sindacato Confederale che nei mesi scorsi ha presentato pubblicamente e alla Regione una piattaforma i cui contenuti sono, ad avviso di Cgil, Cisl e Uil, un esempio positivo di razionalizzazione della spesa. Il punto cardine è lo spostamento del baricentro dall’ospedale al territorio.

“Tale piattaforma ha avuto da parte della Regione apprezzamenti formali e alcuni impegni sul tema della assistenza alle persone con malattie croniche, peraltro non ancora tradotti in fatti concreti – fanno sapere i sindacati – non ci sono risposte invece su materie qualificanti come la riconversione dei piccoli ospedali in Case della Salute territoriali, dove sia possibile avere dei punti di primo intervento aperti sulle 24 ore allo scopo di evitare accessi inappropriati ai Pronto Soccorso Ospedalieri e fornendo nel contempo ai cittadini servizi alternativi alle chiusure. Leggiamo invece sui giornali che i rappresentati della Regione rilasciano dichiarazioni in cui si ripropongono gli interventi già decisi e che avrebbero dovuto già essere attuati da tempo (vedi Rete Emergenza) ed inoltre possibili accorpamenti delle Asl e, come ultima possibilità, l’aumento delle tasse ai cittadini”.

Le norme per razionalizzare in modo positivo il sistema “ci sono già tutte, basta passare alle fasi applicative, senza farci scavalcare ancora una volta dagli eventi e dagli interessi particolari e di lobbies – scrivono i sindacati – Apriamo quindi un serio confronto nel merito delle singole questioni, con l’obiettivo di rendere sostenibile il sistema senza tagliare servizi e senza aumentare le tasse”.

Il settore della sanità in particolare è quello più colpito, con un taglio di 5 miliardi nel triennio 2012/2014 a cui si aggiungono gli 8 miliardi già programmati dal governo Berlusconi che porterà al taglio dei servizi attualmente garantiti ai cittadini e aumenti di tassi e ticket.

Per la Liguria, nell’immediato, tale situazione comporta una contrazione di risorse per circa 30 milioni a cui si aggiungono circa altri 30 milioni per ammortamenti, con una prospettiva di aggravamento della situazione per il 2013 e 2014.

“La Regione Liguria, pur avendo prodotto un apprezzabile risparmio di circa 30 milioni nel triennio trascorso, non ha ancora compiuto gli interventi strutturali necessari a mettere in maggior sicurezza il sistema, tanto che siamo ancora considerati la regione meno virtuosa di quelle non commissariate. Sono quindi da sostenere tutte quelle iniziative che come sindacato e regioni si stanno attivando con l’obbiettivo di arrivare ad una sostanziale modifica del decreto prima della sua conversione in legge in Parlamento – aggiungono Cgil, Cisl e Uil – E’ possibile operare ulteriori risparmi, o diverso utilizzo delle risorse a disposizione, anche in sanità e nei settori socio sanitari che sono strettamente interconnessi e per i quali le stesse risorse di competenza dei comuni sono già state fortemente ridimensionate; ma questo comporta scelte mirate e selettive, con una forte coesione istituzionale e sociale”.