Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Rapallo, la consigliera Cerchi condannata a due anni: “Sono serena e convinta che le contestazioni decadranno in Appello”

Rapallo. Due anni di carcere, con pena sospesa. Questa la condanna inflitta dal giudice Mauro Amisano, al termine di processo con rito abbreviato, ad Antonella Cerchi, consigliere comunale di Rapallo ed ex candidata sindaco.

A spiegare nei dettagli la vicenda è la stessa Cerchi, che lo fa tramite un comunicato. “Oggi a Chiavari si è tenuta un’udienza giudiziaria che mi ha visto, mio malgrado, protagonista. Orgogliosa di essermi assunta sempre, senza paraventi, tutte le responsabilità che la vita mi ha posto davanti, convinta della necessità di essere chiara e franca con l’opinione pubblica perché non ci siano fraintendimenti e, soprattutto, interpretazioni errate di quanto accaduto, ho ritenuto essere io, per prima, a presentare la situazione. Certa della Vostra comprensione e come sempre disponibile per ogni chiarimento, Vi saluto con tanta simpatia”.

“Ho sempre ritenuto che le persone che rivestono un ruolo pubblico, più o meno importante, debbano innanzitutto dare un segnale di assunzione di responsabilità, chiarezza e trasparenza. E’ noto che con mio marito mi sono sempre occupata di trasporto aereo ovvero con la nostra Società Aeroservizi Air Charter Broker abbiamo trasportato milioni di persone, da 20 anni a questa parte, in giro per il mondo, abbiamo dato opportunità di lavoro per almeno 15 anni a tanti ragazzi di Rapallo che hanno acquisito professionalità uniche e che molto spesso hanno potuto crescere professionalmente anche in altri ambiti”.

“In ogni attività imprenditoriale esistono tanti rischi ma nel nostro sono incredibilmente tanti: l’11 settembre ha ridotto il fatturato in modo fortissimo e a volte basta una rivolta, notizie infondate, un cataclisma naturale, il fallimento di una compagnia aerea per portarti sull’orlo del baratro. Abbiamo sempre tenuto duro con i nostri dipendenti, certi che la nostra professionalità ci avrebbe portato fuori dalle secche. Così è stato per tanti anni, con tanti sacrifici, rinunce, pianti e rabbia”.

“Però è arrivato un momento che abbiamo voluto far di più. Ci siamo sempre vantati di non aver mai, mai, lasciato un passeggero a terra per la professionalità del nostro lavoro che ci portava a selezionare le compagnie aeree in modo approfondito. Era il 2003, un contratto milionario con un Tour Operator tedesco che, per tutto l’anno, ogni giorno, da città diverse portava turisti in Italia – anche in pieno inverno-. Facemmo il contratto con la Compagnia Alisea Airlines di Cinisi –Carini Palermo.Iniziati i primi voli ci accorgemmo di alcune difficoltà: il carburante non veniva più rifornito alla Compagnia a credito ma doveva essere pagato all’impronta, come le tasse aeroportuali ecc”.

“Questo è il primo sintomo di difficoltà finanziarie per una Compagnia aerea. Il sospetto ci portò a chiedere alla CCIAA di Palermo (dopo averlo ripetutamente alla Compagnia che ce lo negava) il loro bilancio e ci accorgemmo che la Società non sarebbe stata in grado di sostenere un’operazione così impegnativa. Risolvemmo il contratto come prevede il Codice Civile perché era forte la possibilità di inadempienza. Insomma ci sostituimmo ad un Ente nazionale come l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), che, tra i tanti, ha proprio il compito di verificare in continuazione la solvibilità delle Compagnie Aeree. In questo caso non fece nulla e ci attivammo noi proprio per non trovarci con aerei a terra e passeggeri abbandonati negli aeroporti”.

“Questo fu il Casus Belli. La compagnia Alisea fallì due mesi dopo ma fece in tempo, un tentativo in extremis, a farci causa. L’Aeroservizi nel frattempo cresceva in business, nome e dipendenti. Aprì il nuovo ramo d’azienda di noleggio nautico e creò la Portofino Fishing, investì in persone e mezzi e si cominciavano ad avere i primi contratti incentive con Francorosso e altri. Purtroppo nel dicembre del 2007 il Tribunale di Carini condanno’ l’Aeroservizi a pagare 800 mila euro all’ormai inesistente Alisea. Io, Amministratrice di Aeroservizi non ebbi altra soluzione di portare immediatamente (senza mastruzzi strani così frequenti) di mia propria iniziativa e correttamente i libri in Tribunale perché impossibilitata a far fronte ad un’uscita del genere. Libri in ordine, con una lievissima passività di esercizio”.

“Il tutto si chiuse in tranquillità proprio perche l’Azienda era sana, senza debiti. I posti di lavoro, tutti, furono salvati da una Società che subentrò e che continuò l’attività (dopo ovviamente acquistato il ramo d’azienda dalla Curatela). Improvvisamente la sorpresa. Su mandato del Tribunale di Chiavari la Guardia di Finanza iniziò un’indagine per bancarotta (?). Fui accusata di aver distratto beni (?) dalla società, che ricordiamo era in attivo. Arrivando ad oggi, si è tenuta l’udienza con rito abbreviato davanti al Giudice Amisano. Della decina di accuse mosse il giudice ne ha accolto tre, con una condanna minima per tale reato (2 anni) e tutte le attenuanti del caso e pena sospesa”.

“Preciso che sono stata assolta con formula piena dalle imputazioni più gravi, laddove mi si accusava di aver percepito ingenti somme a titolo di emolumenti, nonché di essermi appropriata direttamente e/o indirettamente di denaro appartenente alla società Aeroservizi Air Charter Broker. Sono ovviamente soddisfatta dell’assoluzione da tali accuse, che ho sempre ritenuto del tutto infondate”.

“Viceversa, ho preso atto che sono stata condannata solo per tre contestazioni di carattere “formale”, ovvero: per aver utilizzato una carta di credito intestata alla società, con una spesa di € 20.000,00 per costi ritenuti non deducibili fiscalmente dalla Guardia di Finanza; per aver sopportato spese per imbarcazione da noleggio, di proprietà della società, spese ritenute non pertinenti dalla Guardia di Finanza; per un finanziamento effettuato dalla società a mio favore, nonostante abbia restituito le somme prestate, con tanto di interessi (tanto è vero che ogni pendenza sul piano civile è stata risolta con atto di transazione con la curatela fallimentare)”.

“Sono assolutamente serena e più che convinta che anche queste tre contestazioni verranno (perchè assolutamente insussistenti) a decadere in Appello, che il mio avvocato Dott. Paone, presenterà appena pubblicate le motivazioni. Il nostro lavoro è difficile da far comprendere, capire e sviscerarne le infinite difficoltà e singolarità. Forse ce ne fossimo fregati degli uomini , donne e bambini addormentati sulle valigie nelle halls degli aeroporti probabilmente non sarei qui a “denudarmi” come imprenditrice e come essere umano, ma darei la colpa al sistema (ENAC e quindi lo Stato). Ho sempre chiesto trasparenza. L’ho urlato nelle piazze, l’ho detto a tutti coloro che ho incontrato. Nella mia vita mi sono sempre assunta in prima persona le mie responsabilità senza nascondermi dietro a prestanomi, mamme, zie o fratelli che siano, soprattutto quando ho cercato di costruire e far crescere un’impresa che crea ricchezza intorno a se e che grazie a questa ricchezza molti giovani hanno creato famiglie ed avuto figli. Continuerò a farlo, così come faccio in questo momento con coloro che vivono con me in questa città e con coloro di cui godo la stima, l’amicizia e l’affetto”.